Alla ricerca del volto di Cristo

Due libri su Gesù. Il primo è un viaggio nell’arte che non ha precedenti, il secondo nel mistero del Santo Graal, che di precedenti ne ha invece parecchi. Il volto di Gesù. Storia di un’immagine dall’antichità all’arte contemporanea, di Flavio Caroli (Mondadori, pagg. 176, euro 17) è un tour che parte dalla prima immagine di Gesù (un graffito/caricatura in una catacomba romana, in cui viene ritratto con il busto di un asino), per risalire alle toccanti raffigurazioni paleocristiane, alle immagini del cristianesimo ortodosso, a Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Grünewald, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, Rembrandt, Velázquez, Tiepolo, fino a Gauguin, Warhol, e al cinema di Pasolini, Zeffirelli, Olmi. È un sorprendente percorso cronologico in cui Caroli ci mostra come nei secoli la fantasia umana ha raffigurato l’immagine «fantasma» del Cristo. Svelando perché, per esempio, Gesù venne ritratto con la barba solo a partire dal IV secolo, spiega le ragioni e le conseguenze della rigorosa dottrina iconoclasta della Chiesa d’Oriente, e racconta la rivoluzionaria rottura operata dal protestantesimo nell’iconografia tradizionale. Un libro riccamente illustrato, che si legge come un grande racconto.
Gesù, la Maddalena e il Santo Graal, di Giuseppe Di Vico (Mef Firenze Atheneum, pagg. 286, euro 23) è invece un’opera che vuole «smascherare le falsità, le mistificazioni e gli oscuri progetti» di coloro che hanno prodotto il Priorato di Sion, l’associazione segreta protagonista del Codice da Vinci, il romanzo di Dan Brown. In questo caso si parte da un castello misterioso, difficile da trovare, dove un re ammalato e sofferente ha una sola speranza di guarire.