Ricercatori, per il Cnr giudicati in 11 secondi

In un libro bianco che sta per approdare in procura, tutte le illegittimità nelle selezioni dei "cervelli" italiani. Tra le anomalie: voti che raddoppiano nelle trascrizioni dei verbali

La Scienza ha fretta. La Scienza non può attendere. Così un giorno decide che per valutare la carriera di un ricercatore bastino 11 secondi. Succede in Italia, Paese ingrato dove è sempre meno un caso se i ricercatori senza padrini fuggono all’estero. Succede al Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove stando a quanto scrive in un’amarissima e-mail un amareggiatissimo scienziato, «in 35 anni non ho mai visto un concorso svolto con criteri seri e rigorosi». Cnr dove succedono le cose raccolte nel Libro bianco di denuncia redatto dal sindacato Usi/RdB-Ricerca e relative al concorsone interno, conclusosi nel 2006. Libro bianco presentato proprio nel giorno in cui - poi uno dice le coincidenze! - il Nobel per la medicina veniva assegnato a Mario Capecchi, l’ex teppistello (per sua ammissione) veronese al quale l’America ha spalancato le braccia e aperto i cordoni della borsa.

ARROGANTI SORPASSI
Al concorsone 2006, centinaia di ricercatori con anni di onorata carriera, pubblicazioni e incarichi di prestigio, si sono visti negare a vantaggio di altri, meno titolati, il riconoscimento dell’attività svolta. Lasciati nella stessa frustrazione degli automobilisti corretti, fermi in autostrada, quando si vedono superare sulla corsia di emergenza. Il Libro bianco, che parla di «un quadro desolante, se non inquietante», nonché di «clamorose illegittimità e nefandezze», è il risultato di un lavoro di analisi di bandi, verbali e schede di valutazione.

CARRIERE BLOCCATE
Il concorsone doveva riaprire la carriera a quei ricercatori ai quali i ripetuti blocchi posti dalle Finanziarie avevano reso impossibile, per 12 anni, qualsivoglia avanzamento. Quelli definiti in «anomala permanenza», che al 31 dicembre 2001 erano 1.251. Eppure - primo paradosso - a quel concorso sono stati ammessi anche i non anomali, ovvero coloro che quella data avevano maturato pochissima o nessuna anzianità. A bando c’erano 475 posti a cui hanno concorso 2.357 candidati.

LIMITI E ANOMALIE
Già i bandi sono risultati «affetti da macroscopiche anomalie» come un punteggio massimo, ma non uno minimo, per superare il colloquio. Mentre c’era una soglia minima per la valutazione dei titoli, elevata così di fatto al rango di prova d’esame, mentre lo possono essere solo gli scritti, ove previsti, e i colloqui.
Per non dire della limitazione al numero di pubblicazioni da valutare che ha danneggiato i candidati più anziani e quindi titolari di una produzione più ricca. Detto questo, al termine delle valutazioni (iniziate a fine 2005 e concluse a fine 2006) i vincitori sono stati 463, gli idonei 622 e 1.260 i non idonei (cioè al di sotto della soglia minima).

ANZIANI E INCAPACI?
In altre parole, il 53,7% degli scienziati del Cnr è stato bocciato, con 1.260 ricercatori che sarebbero risultati privi della richiesta «capacità di determinare autonomamente avanzamenti di particolare originalità e valore internazionale».
È stato questo a spingere il sindacato ad avviare l’approfondimento. Perché se quel risultato avesse trovato conferma sarebbe stato lo stesso sindacato a chiedere la messa in mobilità dei tanti «sedicenti» ricercatori.
Parallelamente, il sindacato ha offerto assistenza legale a chi si è ritenuto danneggiato. Ne sono scaturiti 100 ricorsi con richiesta di annullamento delle procedure e di un risarcimento danni complessivo di 10 milioni di euro. Ricorsi riguardanti 1.516 candidati (il 64,2%) e 21 aree scientifiche.

TEMPI DA RECORD
Per vagliare curricula, pubblicazioni e quant’altro, le commissioni hanno dedicato in media a ogni documento un tempo compreso tra 11 e 35 secondi, risultante dalla divisione del monte secondi di ogni seduta per il numero di atti esaminati. Il primato va alla commissione del concorso a 22 posti per dirigente nell’area Scienze Chimiche. Dal verbale numero 3 del 23 febbraio 2006 risulta un tempo complessivo di 11 ore, dalle 9 alle 20, escludendo le fisiologiche interruzioni: 660 minuti per leggere, valutare e dare un punteggio a 300 pubblicazioni (10 per ciascuno dei 30 candidati) oltre ad altrettanti curricula contenenti le pubblicazioni eccedenti il limite delle 10 (in tutto 2.705). Quindi 3.000 pubblicazioni, più i 500 documenti dei curricula. Quante volte 3.500 sta in 39.600 (i secondi impiegati)? La risposta è 11,31 secondi per ogni atto, ovvero il tempo necessario a un umano per prendere in mano un foglio e rigirarlo distrattamente.

LA FANTASIA AL POTERE
Più che veloci, sono stati creativi i commissari di Scienze storiche, inventatisi un riparto del punteggio così matematicamente bizzarro che in base ad esso nessun candidato avrebbe potuto conseguire il punteggio massimo di 40 punti. Infatti, anche se uno avesse ottenuto 10 punti per due volumi originali e il massimo di 24 per i restanti otto, sarebbe arrivato al massimo a 34.

DI TUTTO, DI PIÙ
Tra le stravaganze, una soglia minima per i titoli superata la quale si aveva diritto a un bonus per l’esperienza professionale parametrato alla fascia di stipendio. Così, al concorso per soli titoli a un posto di dirigente nell’area Scienze tecnologiche e di base per la medicina, il primo classificato ha ottenuto 52 per i titoli e 5 come bonus (totale 57); mentre un altro, con 45,6 punti per i titoli (restando così sotto i 50) non ha potuto sommarvi il bonus di 25 a cui avrebbe avuto diritto. Dicendo addio al primo posto che gli sarebbe spettato con 71,5 punti.

CARRIERA LAMPO
Più veloce di Raikkonen: uno dei vincitori del concorso a 13 posti di dirigente nell’area Scienze fisiologiche, biologiche, biochimiche e di medicina molecolare era divenuto 1° ricercatore proprio il 31 dicembre 2001, data ultima per poter concorrere. Grazie a dei bonus, pur senza aver indossato nemmeno per un giorno i nuovi galloni, è passato direttamente a cucirsi addosso quelli di livello superiore.

TITOLO DI MERITO
Al concorso per dirigenti dell’area Scienze della Terra, un candidato si è visto dare il voto non solo a ogni pubblicazione, ma anche un ulteriore e incredibile 1,9 al titolo che le precedeva. Sì, proprio alla dizione letterale «Elenco pubblicazioni».

MIRACOLI E DISPETTI
Sempre nello stesso concorso, uno dei vincitori, ora dirigente con inquadramento giuridico ed economico retrodatato al 31 dicembre 2001, può gridare al soprannaturale: il suo punteggio di valutazione (17/40), è poi lievitato in verbale a 36/40. La stessa commissione si è invece accanita contro una candidata che compare tra le dodici donne che hanno fatto la storia del Cnr. Eppure le hanno dato 2 su un massimo di 4 per una pubblicazione di cui era stata responsabile e prima autrice, e alla quale aveva pur se solo collaborato una collega. Collega a cui è stato invece assegnato, per lo stesso lavoro, un punteggio doppio: 3,8.

SENZA VERGOGNA
La commissione Scienze agrarie, infine, ha valutato un candidato le cui 10 pubblicazioni recavano tutte la firma, come coautore, di un membro della stessa commissione. Quasi una simbiosi, la loro: tra il 1985 e il 2001, i due hanno collaborato a 41 pubblicazioni sulle 43 esibite e a 17 su 19 interventi a congressi. Ma la commissione scrive di aver «valutato l’apporto del candidato tenendo conto della continuità della produzione scientifica e della notorietà nel settore di appartenenza». Proprio così, parola per parola. Senza nemmeno arrossire.