Ricercatori pronti per lo sciopero

Si sono ritrovati in un’aula della Statale per discutere della riforma dell’università, su invito dei sindacati. Hanno ribadito quelli che, secondo loro, restano punti inaccettabili, dalle «quote riservate» nei concorsi alla cancellazione (nel 2013) della figura del ricercatore assunto a tempo indeterminato. Ma i ricercatori non hanno nascosto la loro delusione perché, spiegano, alla settimana di protesta contro la riforma Moratti hanno aderito in pochi. «Il senato accademico della Bicocca non si è neanche degnato di discutere la cosa, Milano è rimasta insensibile - ha detto Lorenzo Montali, ricercatore di Psicologia -. Ma non ci fermiamo: giovedì o venerdì organizzeremo una giornata di protesta». I sindacati avevano invitato un deputato della maggioranza e uno dell’opposizione, ma alla fine è arrivato solo Walter Tocci dei Ds. Anche il rettore Enrico Decleva era presente: «Meglio pensare alla prossima legislatura e alla risorse che la Finanziaria destinerà agli atenei. Ma come si era partiti, è andata bene». Non basta ai ricercatori. Uno di loro, spiega: «Continueremo lo sciopero, anche dopo l’approvazione»\