Ricerche e progetti cinque architetti si mettono in mostra

La Fondazione Portaluppi ospita disegni e note originali di Carlo Aymonino, Guido Canella, Gabetti & Isola, Paolo Portoghesi e Aldo Rossi

Luciana Baldrighi

Per la prima volta cinque grandi maestri italiani del secondo dopoguerra vengono raccontati attraverso i loro disegni originali. Stiamo parlando di personaggi che hanno contribuito a fare grande la storia dell’architettura italiana. I loro nomi sono Carlo Aymonino, Guido Canella, Gabetti & Isola, Paolo Portoghesi e Aldo Rossi che attraverso la loro opera e l’insegnamento universitario, nonchè le loro pubblicazioni hanno influenzato la cultura della progettazione italiana degli ultimi quarant’anni, costituendo uno degli ultimi momenti di grande impatto sulla scena italiana e internazionale.
Il segno grafico per questa generazione di architetti ha rappresentato un percorso di ricerca sulla forma e sullo spazio moderno. Il disegno in questo caso può essere inteso e considerato come qualità estetica e soprattutto come traccia di una riflessione più complessa sul «corpo dell’architettura e della città».
Rossi lo possiamo ricordare con «Il cimitero San Cataldo di Modena»; Canella «Un ponte a Venezia» e «Chiesa a Peschiera Borromeo» tra opere anche non realizzate; Aymonino la «Biblioteca Nazionale di Roma»; Gabetti & Isola con «Il nuovo centro direzionale Ibm di Segrate»; Portoghesi con «Casa Baldi».
La mostra allestita alla Fondazione Portaluppi di via Morozzo della Rocca 5 fino al 22 dicembre è costituita da cinque nuclei di disegni originali che raccontano la storia progettuale ed intellettuale di questi architetti. Tutti i disegni provengono da archivi personali e dalla collezione permanente della Darc di Roma. A completare l’esposizione video con le opere realizzate dagli architetti.
La mostra realizzata con il contributo della Regione Lombardia, della Fondazione Cariplo, di Pirelli Real Estate, e in collaborazione con Atm e Federico Motta Editore, approfondisce e riprende il filo rosso di una collana editoriale della Casa Editrice Motta dedicata al disegno e all’architettura. La serie completa uscirà a partire da questa esposizione partendo dal volume di Guido Canella.
La rassegna curata da Luca Molinari, Tito Canella, Massimo Martignoni e allestita da Alessandro Scandurra, sarà inoltre animata da incontri con gli stessi autori accompagnati da alcuni protagonisti del mondo culturale nazionale e con giovani attori della scena architettonica italiana.
Un ricordo va anche a Piero Portaluppi, milanese, classe 1988, allievo di Gaetano Moretti alla Facoltà di architettura del Politecnico dove si laureò nel 1910 e dove dopo essere stato docente divenne anche preside. Un personaggio complesso che realizzò negli anni Venti per la Ettore Conti e per l’Edison diverse centrali elettriche. A Milano negli anni Venti creò il Planetario, l’Arengario, la Federazione dei Fasci, Palazzo Crespi, Villa Necchi, la Banca Commerciale, Casa Portaluppi, Casa Wassermann, Casa degli Antellani solo per citarne alcuni.
La mostra sarà chiusa il lunedì e prevede una serie di incontri: il 27 ottobre con Portoghesi; il 3 novembre con Aymonino; il 10 novembre con Aimaro Isola; il 16 novembre con Canella, Semerani e Tentori; il 24 novembre con Monestiroli, Gambardella, Scandurra; il 30 novembre la serata sarà dedicata ad Aldo Rossi con Beppe Severgnini, Ennio Brion e Studio Ar Associati; il 15 dicembre «Scrivere città» con Pippo Ciorra, Andrea Boschetti-Metrogramma, Aldo Bonomi.