La ricetta anti alcol di Amato: "Subito il sequestro dell’auto"

Ma nel disegno di legge sulla sicurezza passato alla Camera la norma è appena stata cancellata

Roma - Ora il governo vuol chiudere le stalle ma i buoi sono scappati da un pezzo. Quello che arriva dalle autostrade è un bollettino di guerra ed è un fatto che negli incidenti mortali una delle cause principali sia l’abuso di alcol da parte di chi guida. Adesso, dopo l’ennesima tragedia, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, annuncia che proporrà il sequestro dell’auto per chi guida in stato di ubriachezza. Provvedimento da inserire nel ddl sulla sicurezza stradale attualmente assegnato alla Commissione Lavori pubblici del Senato. Iniziativa lodevole, peccato però che proprio quel ddl, licenziato dal Consiglio dei ministri nel marzo scorso, sia stato approvato faticosamente dalla Camera il 27 giugno con alcune correzioni. Tra queste proprio l’eliminazione del sequestro del veicolo nel caso di guida sotto l’effetto degli alcolici. Montecitorio ha deciso di lasciare il sequestro soltanto per chi guida dopo aver fatto uso di droghe. Nel caso degli alcolici è previsto il semplice fermo.

Insomma il governo rischia di perdere ancora una volta la faccia. Tanto che per tentare di coprire le magagne interviene pure il premier Romano Prodi che (in una lettera inviata al Messaggero) invoca «una grande scossa morale e civica da parte di tutti», chiedendo poi all’opposizione di sostenere l’inasprimento delle norme contenute nel ddl sulla sicurezza stradale come se il problema fosse il centrodestra e non le divisioni interne e la lentezza di un governo imbrigliato dalla sua stessa maggioranza.

Oltre all’ammorbidimento delle sanzioni poi c’è il problema dei tempi. Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che aveva auspicato un giro di vite in tempi brevi, ora dice: «Speriamo, al più tardi, immagino a settembre, di avere a disposizione le nuove norme». Il ministro stesso riconosce che sul versante della sicurezza il Paese versa in una vera e propria «emergenza» e che «il bollettino delle vittime della strada non è da Paese civile: quasi 6.000 morti l’anno e 300.000 feriti, è una dimensione da vera emergenza». Certamente sarebbe stato più utile avere norme restrittive prima dell’estate.

Ora di fronte all’ennesima vittima tutti i ministri mostrano di darsi da fare. E in molti nella maggioranza invocano «la galera» per chi provoca incidenti mortali sotto l’effetto di alcol e droghe. «Farò tutto quello che mi sarà possibile affinché il ddl che inasprisce le sanzioni e le pene per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti al Senato passi al più presto», promette il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E anche il ministro della Salute, Livia Turco, pianta la sua bandierina annunciando di aver proposto «il divieto di vendita di alcolici negli autogrill». La Turco pensa anche a «etichette da apporre sui superalcolici simili a quelle già stampate sui pacchetti di sigarette e alla distribuzione gratuita di kit per verificare il tasso alcolico». Il suo collega della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, oggi presenta in Consiglio dei ministri un ddl che regolamenta la pubblicità di alcolici e superalcolici. «Di fronte al moltiplicarsi di gravissimi incidenti causati da chi guida ubriaco, si deve agire subito», dichiara Ferrero.

«In galera», invoca il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Serve «una sana repressione», dice. E chi provoca incidenti mortali sotto l’effetto di alcol o droghe «deve essere considerato responsabile di omicidio e lesioni volontarie e deve finire in galera». Peccato che neppure il capogruppo alla Camera del suo partito, l’Italia dei Valori, sia d’accordo con lui. «La sicurezza stradale rappresenta un tema complesso, sarebbe riduttivo affrontarlo soltanto in termini sanzionatori o di certezza della pena», dice Massimo Donadi.

Il diluvio di proposte del centrosinistra non frena le critiche del centrodestra che vanno al di là delle mancate promesse sul varo di norme più severe. Per Isabella Bertolini, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, anche in questo caso «il governo ha dimostrato la sua incapacità diminuendo i controlli». E il senatore Alfredo Mantovano, An, ricorda come questo governo abbia stanziato 40 milioni in meno per la gestione delle manutenzioni e per il carburante dei mezzi delle forze di polizia rispetto all’anno precedente, decretando così «l’impossibilità di fare i controlli, perché le automobili o non hanno benzina o non vengono riparate». Mentre Silvano Moffa, An, sollecita il ministro Bianchi, a riferire a Montecitorio sugli ultimi episodi di morti sulla strada ricordando che An aveva proposto «di inasprire ulteriormente le pene per chi guida in stato di ubriachezza».