Ricetta anti-brogli, ecco come vengono selezionati gli scrutatori

A proposito di elezioni truccate, trovo ammirevole la sfacciataggine con cui la sinistra ha accusato Berlusconi (sempre lui) di aver tentato di truccare l’esito delle elezioni. Sfacciataggine, sì, perché chiunque (come me) abbia alle spalle un’esperienza da scrutatore sa benissimo come funzionano le cose in tanti seggi: non ci sono veri e propri brogli (io, almeno, non ne ho mai visti) ma, in caso di schede con indicazioni ambigue, si sorvola se tali schede sono attribuibili ai partiti di sinistra, si fanno notare le imperfezioni se le schede danno la preferenza ai nemici, ai «cattivi». Bastano pochi interventi di questo tipo in ogni seggio per falsare il risultato di un’elezione. Questo meccanismo presuppone che la maggioranza degli scrutatori (e dei presidenti di seggio) sia orientata a sinistra; ebbene, è così (anche io lo ero), per un semplice motivo: a fare gli scrutatori vanno ragazzi che studiano, che cercano lavoro per non trovarlo (dando la colpa al Sistema), che preparano concorsi statali, che si inventano qualsiasi cosa pur di rimanere a casa con mamma e papà e per i quali il rimborso da scrutatore rappresenta un’occasionale integrazione della paghetta; insomma, naturaliter rossi. Quelli che prendono la vita sul serio, infatti, hanno cose ben più importanti da fare (oltre a ciò, bisognerebbe che qualcuno si prendesse la briga di indagare seriamente su come funzionano i meccanismi di selezione degli scrutatori).