La ricetta dei ministri Ue «Meno camion e più treni»

Raddoppiato in vent’anni il trasporto merci su strada: entro il 2025 previsti altri incrementi

Pierluigi Bonora

da Milano

«L’assoluta necessità di spostare il traffico dalla strada alla ferrovia e di dare un ulteriore impulso alla realizzazione dei valichi alpini ferroviari»: è il punto su cui i ministri dei Trasporti dei Paesi alpini hanno ribadito ieri il pieno accordo. E non a caso Pietro Lunardi, insieme ai colleghi di Francia, Svizzera, Austria e Germania, per trattare l’argomento ha scelto una comoda carrozza del treno che unisce Zurigo a Sedrun, la città elvetica dove ha sede il passaggio a forte pendenza tra gli ingressi Nord e Sud della galleria del Gottardo. La necessità di accelerare il passaggio del flusso di merci alla ferrovia deriva dal sempre più vicino rischio di collasso del traffico, con incalcolabili danni in termini economici e ambientali. Negli ultimi 20 anni, infatti, il trasporto delle merci è più che raddoppiato sui valichi e, da qui al 2025, è previsto un nuovo aumento del 50 per cento. A preoccupare è il fatto che parallelamente all’aumento del transito di mezzi sui valichi è crollato quello del trasporto dei materiali via treno.
Veicoli leggeri. Nel 2004, per esempio, il traffico di veicoli leggeri e pesanti attraverso l’intero arco alpino è ammontato a quasi 45 milioni di veicoli l’anno. Il 75% di questi automezzi è stato assorbito dall’A9 Como-Chiasso, attraverso il Gottardo (15,7 milioni di veicoli); dall’A10, attraverso Ventimiglia (8,53 milioni); dall’A22 del Brennero (8,94 milioni di veicoli). Rispetto al collegamento ferroviario Torino-Lione, dal vertice è stato ribadito che «occorre procedere con il massimo impegno». Lunardi e il francese Dominique Perben hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Conferenza intergovernativa Torino-Lione per chiedere il rispetto di alcune scadenze. Tra queste, quella del primo trimestre 2006 entro cui dovranno essere definite «le grandi linee e il calendario di attuazione del protocollo sulla fase operativa del progetto». Durante la riunione i ministri hanno fatto il punto sulla situazione di tutti i valichi alpini europei, sia stradali che ferroviari. Per quanto riguarda il Moncenisio (Torino-Lione), sul versante italiano sono iniziati di recente i sondaggi e dovranno ora prendere il via i lavori per la galleria di prospezione di Venaus, lunga 56 chilometri, insieme a quella del Brennero, la più lunga d’Europa. A proposito di Brennero, a maggio, in Italia e in Austria, partiranno i lavori per il tunnel pilota. E proprio ieri Lunardi e l’austriaco Hubert Gornach hanno firmato la lettera indirizzata all’eurocommissario ai Trasporti, Jacques Barrot, in cui annunciano il via ai lavori e richiedono il 50% del finanziamenti a Bruxelles per il tunnel pilota. L’opera, come detto, sarà lunga 56 chilometri e ultimata entro il 2016.
Udine-Tarvisio. Per quanto riguarda il valico di Tarvisio, la linea Udine-Tarvisio nella parte italiana già consente di far transitare i treni fino a 200 chilometri orari. Sul versante austriaco le autorità stanno cercando di eliminare alcune strozzature.
Lunardi ha quindi ricordato ai colleghi ministri come, oltre allo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, «l’Italia punti molto anche sui collegamenti via mare, con le Autostrade del Mare che consentono di alleggerire il traffico su strada aggirando Alpi e Pirenei». Tra le altre proposte emerse c’è la creazione di una Borsa del traffico alpino, cioè la possibilità di acquisire e prenotare diritti di transito preferenziali al fine di ridurre i tempi di attesa sui valichi stradali. L’iniziativa, accolta con riserva dall’Italia, prevede una tariffazione dinamica in base alla domanda e ai livelli di traffico. «Dobbiamo valutare l’idea con attenzione - ha precisato Lunardi - per non danneggiare i flussi di traffico e gli interessi economici di ciascun Paese. Non ci dovranno essere discriminazioni».