La ricetta Fials per far «guarire» la sanità laziale: stop ai consulenti e un incremento delle prestazioni

«In tre anni di governo la giunta Marrazzo ha aumentato la tassazione sulle aliquote regionali, tagliato i posti letto e chiuso qualche ospedale, ma non ha messo in campo novità per riorganizzare l’offerta sanitaria». Lo denuncia il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano che ieri ha presentato una serie di proposte per il ripiano del deficit e per rendere più efficiente il servizio per i cittadini chiedendo un confronto a Marrazzo.
«Con questo andamento - ha aggiunto il sindacalista - è chiaro che dovendo rientrare del debito corrente si rischia di vedere presto introdotto di nuovo il ticket sulla specialistica, così come è successo un anno e mezzo fa. Con queste previsioni all’orizzonte una tappa obbligata per la giunta regionale è quella di aprire la strada a un’ampia concertazione con le parti sociali, per arrivare a un percorso condiviso per sanare il debito. La Fials dovrà assolutamente essere convocata perché Marrazzo, per averci già escluso da precedenti incontri ufficiali, dovrà rispondere di condotta antisindacale».
Secondo il sindacato la Regione per risparmiare deve abbattere i dispendi e il superfluo, partendo dalla medicina di base e arrivando alla specialistica. In più deve controllare i ricoveri ospedalieri, senza tagliare i servizi ma anzi incrementando le prestazioni da erogare.
«Invece in questi tre anni i cosiddetti santuari della sanità laziale non sono stati nemmeno sfiorati - dichiara Romano -. È necessario limitare se non addirittura abbattere del tutto, attraverso un’apposita normativa, il continuo ricorso dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere alle consulenze esterne e alle esternalizzazioni indiscriminate. Per ridisegnare inoltre il decalogo dell’offerta sanitaria pubblica andrà rivista la convenzione con i medici di medicina generale, inserendo clausole relative alla puntuale modalità di apertura degli studi medici, l’uso di apparecchiature telematiche per la trasmissione delle prescrizioni giornaliere e lo stretto rapporto che andrebbe regolamentato tra il medico di famiglia e lo specialista pubblico». In questo ambito dovrebbe essere prevista anche la facoltà di prenotazione diretta presso gli studi di odontoiatria convenzionata e nelle Asl dove esiste la specializzazione. Se i conti non tornano, poi, l’amministrazione Marrazzo dovrà mettere a frutto il patrimonio delle aziende e incassare quelle risorse necessarie a coprire l’attuale deficit finanziario.
«Le aziende ospedaliere - aggiunge il segretario Fials Confsal - devono diventare sede di un distretto ospedaliero poli specialistico, decretato capostruttura distrettuale, con competenze di prevenzione, cura e riabilitazione su tutto il territorio cittadino, lasciando inalterate le competenze degli attuali distretti sanitari suddivisi nel comune e coincidenti con il territorio dei municipi. In questo modo si potrà ottenere anche uno snellimento delle pratiche burocratiche e degli spostamenti del personale che, facendo capo a un unico soggetto, non avrà più bisogno di particolari dispense per essere impiegato su tutto il territorio, qualora si verificasse un’improvvisa esigenza di servizio ed emergenza».