La ricetta del governo per rilanciare l'economia Riforma degli incentivi: 50% delle risorse a pmi

La riforma degli incentivi per il
sistema produttivo che il governo ha messo a punto per
rilanciare l’economia scatterà dal primo gennaio 2012. Introdotte procedure di fruizione dell’aiuto
mediante buoni o voucher. L’85% delle risorse sarà destinato al Mezzogiorno

Roma - La riforma degli incentivi per il sistema produttivo che il governo ha messo a punto per rilanciare l’economia scatterà dal primo gennaio 2012. La bozza di 22 articoli della riforma che domani arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri prevede il ricorso a "meccanismi automatici di agevolazione, con particolare riferimento all’utilizzo di procedure di fruizione dell’aiuto mediante buoni o voucher" per le pmi. Proprio alle piccole e medie imprese dovrà essere destinata "una quota di risorse non inferiore al 50 per cento del complesso delle risorse disponibili".

Le risorse per le imprese del Sud A partire dal 2012 al fondo unico per gli incentivi confluiranno le risorse attualmente "finalizzate al superamento degli squilibri economici e sociali che sono assegnate dal Cipe" per "essere destinate a interventi statali di aiuto alle imprese e di sostegno del sistema produttivo". Nella bozza della riforma si evince anche che tali risorse sono destinate per "l’85 per cento alle Regioni del Mezzogiorno" e per "il 15 per cento alle Regioni del Centro-Nord".

Gli incentivi per l'efficienza energetica Gli incentivi per l’efficienza energetica, che il governo ha tolto e che Confindustria chiede di reintrodurre, "possono aggiungere uno 0,4% al Pil creando 800 mila posti di lavoro". Nel corso di una conferenza sul traffico e sulla mobilità in Assolombarda, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha spiegato che "il Paese deve investire in fonti rinnovabili, ma con una graduale riduzione degli incentivi, che sono tra più alti in Europa". Al contrario, "se avessimo mantenuto gli incentivi all’efficienza energetica in vigore fino al 2010, oggi in parte cancellati", il Paese avrebbe potuto beneficiare di un incremento del Pil e di posti di lavoro, oltre che "risparmiare 3 miliardi di bolletta energetica a fronte di un costo di 1,5 miliari di di euro all’anno". Oltre alle rinnovabili e all’efficienza energetica, poi, la presidente degli industriali ha indicato come una necessità "andare avanti sul nucleare".