La ricetta: più infrastrutture e meno conflitti di interesse

di Mauro Boffelli*

Il porto muore se non si realizzano nuove infrastrutture e servizi. Sì, è un bene realizzare i tombamenti, ma si deve pensare alle opere infrastrutturali, al piano del ferro, l'autotrasporto ai servizi accessori etc., nonché procedere alla rimozione di tutti i conflitti di interesse, eliminando le cosiddette rendite di posizione che rendono il porto inoperoso. Occorre trovare una nuova strategia capace di attrarre nuovi traffici che si sposi con il tessuto metropolitano senza peggiorare la qualità della vita.
Mi spiego meglio. Il porto di Genova ha la maggior parte dei varchi affacciati sulla viabilità pubblica, questo non solo rende poco fluido il traffico delle merci da e per il porto, ma rappresenta un ostacolo contribuendo all'aumento dell'inquinamento in prossimità dei varchi. Occorre pertanto trovare una soluzione, un’idea potrebbe essere quella di costruire dei sottopassi (Varco Etiopia - Varco Cavour), e dove possibile collegamenti diretti con i caselli autostradali.
Recentemente la Commissione Europea ha pubblicato il nuovo Libro Bianco sui Trasporti che fornisce le linee guida per rendere i trasporti più sostenibile nei prossimi 10 anni. E l’Autorità portuale che cosa fa? Nulla perché risulterebbe legata ad una lobby trasversale che favorirebbe l'accrescimento economico/professionale di predeterminati soggetti, non per merito, ma per premiare un certo modo di lavorare.
Inoltre sarebbe utile adottare un sistema premiante per quelle autorità portuali che attuano une pianificazione strategica e programmatica in tempi brevi da utilizzare per i prossimi 10 anni.
*Responsabile Porto e Logistica Pdl