La ricetta Turco: il vino fa più male della droga

Il ministro della Salute vuole vietare la vendita degli alcolici ai minori di 18 anni. Aveva proposto di raddoppiare la quantità consentita di cannabis. "Lo spinello non è il demonio. L’alcolismo è una piaga, non un fenomeno di costume". Ma il suo tentativo di portare a un grammo la dose personale fu bocciato dal Tar

Roma - Livia Turco riparte alla carica: vietiamo la vendita degli alcolici ai minori di 18 anni. Il ministro della Salute sembra aver già dimenticato la sconfitta subita meno di un anno fa, quando aveva tentato di far approvare il veto per i minori nella Finanziaria insieme a quello della vendita di alcolici e superalcolici nelle aree di servizio lungo le autostrade.

La Turco aveva strenuamente difeso quella scelta definendola una questione «di civiltà» oltre che di armonizzazione con le leggi della maggior parte dei paesi europei. Le parole del governo nulla avevano potuto contro la decisione degli uffici tecnici della Camera che avevano imposto lo stralcio delle norme ufficialmente «per motivi tecnici», visto che il divieto sull’alcol non è una legge di natura finanziaria. In realtà per le pressioni giunte da un lato dal fronte antiproibizionista - agguerritissimo nella maggioranza tra le file di radicali, verdi ed estrema sinistra - ma anche da parte delle aziende del settore.

Ora, a pochi giorni dalla fine di un’estate tragicamente contrassegnata da incidenti mortali causati quasi sempre dall’abuso di alcol e/o sostanze stupefacenti, il ministro riparte con gli annunci. Difficile prevedere se alle parole seguiranno poi fatti concreti, visto che il governo Prodi si è contraddistinto come l’esecutivo che più leggi promette e meno ne fa.

«Sono convinta che il divieto di vendita di alcolici ai ragazzi dovrebbe essere elevato fino a 18 anni, così come il divieto di vendita per le sigarette», ha ribadito il ministro Turco, intervenendo alla trasmissione Telecamere Salute in onda ieri su Raitre. Soltanto da poco tempo in Italia, aggiunge, ci si è resi conto che «l’alcol è un grave problema sociale». Per una piaga sottovalutata, un’altra invece secondo il ministro è sopravvalutata. Nel nostro Paese, osserva la Turco, «quando si dice alcol sembra quasi che si parli di qualcosa che attiene al costume, mentre se si dice spinello si parla del demonio. Diciamo invece che fanno male entrambi».

Fanno male entrambi sostiene dunque la Turco, che anche facendo questa dichiarazione però dimostra memoria corta. Il ministro infatti, appena insediata sulla sua poltrona, non esitò a varare un decreto con il quale si alzava a un grammo la quantità minima di cannabis consentita per consumo personale. Una decisione poi bocciata non soltanto politicamente ma anche tecnicamente dal Tribunale amministrativo del Lazio che annullò il provvedimento del ministro.

Sicuramente dal punto di vista strettamente pratico tra mezzo grammo e un grammo di principio attivo di cannabis non corre una differenza abissale. Da un punto di vista politico e sociale, appare invece incomprensibile oltre che incoerente partire con un messaggio chiaramente antiproibizionista come quello di alzare la quantità consentita di cannabis e poi invece vestire i panni del censore chiedendo di innalzare il divieto di vendita degli alcolici da 16, attualmente in vigore, a 18 anni. Oltretutto, mentre esiste un uso «corretto» degli alcolici, non si può dire altrettanto delle droghe. E dunque una loro totale assimilazione può dar luogo a rischiosi equivoci.

Il divieto a 18 anni non avrebbe avuto alcun effetto sugli incidenti provocati dagli ubriachi che hanno fatto strage sulle strade lungo questa estate, tutti maggiorenni. E proprio a proposito del rischio che comporta la guida in stato di ubriachezza il centrosinistra ha dimostrato tutta la sua incapacità. Per ben due volte, prima alla Camera poi al Senato, nel ddl sulla sicurezza stradale si è tentato di introdurre il sequestro dell’auto per chi guida ubriaco. Nonostante lo stesso ministro dell’Interno, Giuliano Amato, avesse insistito su questo punto, la norma non è stata approvata.

Il ministro Turco comunque ha in mente anche altre iniziative per frenare l’abuso degli alcolici. È stato promosso dal suo dicastero un piano nazionale per fronteggiare il problema. Un piano, spiega il ministro, «condiviso con le Regioni e con iniziative che puntano alla prevenzione ed al controllo, sollecitando anche un’assunzione di responsabilità da parte dei produttori».

Tra le varie proposte - per ora tutte inattuate - che si sono rincorse lungo questa estate, anche quella di apporre sugli alcolici etichette di avviso sui rischi legati al consumo come quelle dei pacchetti di sigarette.