Ricette false e corruzione: una truffa da 23 milioni

Smantellata un'associazione a delinquere che corrompeva, con denaro o prestazioni sessuali, medici e farmacisti per incrementare le vendite di alcuni prodotti

Roma - False ricette mediche per truffare il Servizio sanitario nazionale: 43 arresti sono stati eseguiti questa mattina dal personale dei Nas di Roma e Napoli in varie province dell’Italia centro meridionale e insulare. Dall’alba di questa mattina i militari dei gruppi carabinieri per la tutela della salute di Roma e Napoli, coadiuvati in fase esecutiva dai comandi della linea territoriale, hanno eseguito 43 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, emessi dal gip della capitale su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche 168 perquisizioni locali e personali a carico dei soggetti colpiti dalle misure restrittive, sui quali pendono anche 14 richieste di interdizione dall’esercizio professionale.

Nel Lazio 23 milioni scomparsi
Dal 2006 ad oggi, nella sola Regione Lazio, si contano truffe sui farmaci per almeno 23 milioni di euro. Lo ricorda il Codici esprimendo in una nota "rammarico" per l’ennesima truffa scoperta dalle forze dell’ordine. "Siamo di fronte l’ennesimo scandalo che ha sottratto alle casse dello Stato cifre da capogiro che potevano essere risparmiate - afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici-. Sono anni che sentiamo raccontare la stessa favola sui risparmi e sull’adeguamento organizzativo del sistema, ma, puntualmente, viene fuori lo scandalo che mette in evidenza sempre le stesse carenze".

Le indagini I provvedimenti sono stati adottati a conclusione di complesse e prolungate indagini condotte dal Nas di Roma nei confronti di imprenditori farmaceutici e informatori scientifici ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata a truffare il sistema sanitario nazionale attraverso la corruzione di medici di base e farmacisti, allo scopo di ottenere - in cambio di denaro e prestazioni sessuali - prescrizioni false o strumentali di talune specialità medicinali, che venivano poi spedite in farmacie compiacenti per trarre conseguente profitto dai relativi incrementi di vendite. Le investigazioni hanno permesso anche di acquisire significativi riscontri su un vasto traffico illecito di medicinali ad azione stupefacente e anabolizzante gestito da medici di famiglia attraverso la compilazione di ricette false intestate a ignari assistiti, allo scopo di procurarsi gratuitamente i farmaci a spese del servizio sanitario nazionale e rivenderli successivamente in nero. All’operazione hanno preso parte 400 carabinieri.