Ricevute omesse, i più «furbi» pub e pizzerie

Lo scontrino fiscale è ancora uno sconosciuto. Rispetto al 2005, il numero dei commercianti sanzionati per non aver rilasciato ricevute fiscali è cresciuto. E non di poco. Il primo dato a colpire è che solo da gennaio a ottobre del 2006 il numero dei verbali di sanzione registrati dalle Fiamme gialle risulta superiore al totale dell’anno precedente.
Infatti sono 795 le irregolarità nel 2005, contro le 972 del 2006. Ed è anche possibile stilare una classifica delle categorie commerciali che - in base ai controlli - si sono dimostrate più inclini alle infrazioni. Il primato va a ristoranti, pizzerie e birrerie. Su 107 verifiche effettuate dalle Fiamme gialle, sono state riscontrate 22 violazioni. L’incidenza è la più elevata: 20,5 per cento. Sul secondo gradino del podio, il commercio al dettaglio ambulante di alimentari e bevande, con 203 controlli e 38 infrazioni contestate (18,7 per cento). Al terzo posto, le panetterie con il 13%. Poi, a seguire, i negozi al dettaglio di frutta e verdura che si attestano sul 12,2% (14 violazioni su 115 controlli), i bar e i caffè (19 su 157, 12,1%), le cartolerie (15 su 177, 8,4%), i negozi di abbigliamento (34 su 411, 8,2%), le farmacie (8 su 148, 5,4%), le profumerie (7 su 130, 5,3%) e i negozi di calzature e accessori (5 su 120, 4,1%).
Migliori fra i «peggiori», le autofficine, che si fermano al 4%, con 5 irregolarità su 122 casi analizzati.
Una curiosità. Non sono solo gli esercenti ad essere nel mirino delle Fiamme gialle. Anche chi fa acquisti, infatti, è passibile di verifica. Ma il dato, in questo caso, è confortante. Nessuno, dei 2.778 clienti a cui è stato chiesto di esibire scontrini e ricevute, si è meritato una multa.