Alla Richard Ginori la cittadella della moda

Inaugurata da poco la sede della San Pellegrino. In arrivo Zara

I Navigli, simbolo della Milano by night, cambiano volto. E se la movida meneghina ha traslocato nella zone a nord della città, concentrandosi sull’asse Arco della pace-corso Como, i Navigli hanno scippato la moda al futuro quartiere generale del fashion system in cantiere a Garibaldi. Showroom di grandi griffe, studi di architettura e design, scultori, pittori e artisti hanno scelto, infatti, di trasferirsi in via Ludovico il Moro, all’ex Richard Ginori. I 60mila metri quadrati che fino agli anni ’80 erano occupati dalla Società Ceramiche Richard Ginori sono stati recuperati in modo mirabile per fare spazio alla nuova sede della San Pellegrino, agli show room di Hugo Boss, Esprit, Orciani, Mabi e Tombolini, Ad Comunicazione. Non solo: è previsto anche l’arrivo degli uffici di Zara e di Fornarina, con tanto di show room.
Una cittadella fortificata da mattoni rossi, un paradiso creativo all’insegna del più raffinato recupero industriale che assomiglia tanto ai quartieri newyorkesi di Soho e Chelsea. Il tutto è cominciato una decina di anni fa con il recupero dei primi 20mila metri quadri della ex Richard Ginori, da parte dello studio Milano Layout, là dove via Ludovico il Moro fa angolo con via Morimondo: qui hanno trovato sede gli show room di Strenesse e dello studio di design Mdf, dal 2000 invece è partito il progetto di Luca Clavarino e dello studio Milano Layout, per il Gruppo Immobiliare Cajrati Crivelli (lo stesso all’origine del restyling della zona Tortona-Solari), dal suggestivo nome «città dell’immagine».
È stata inaugurata da poco la sede della San Pellegrino, firmata dagli architetti Angelo Mazzacorta e Stefano Ghirardi, che si estende su una superficie di 8mila metri quadrati, comprendenti due corpi di fabbrica collegati da un edificio a torre e da corpi scala che formano con gli edifici stessi due corti interne e un giardino a terra e tre pensili, mentre l’intero complesso sarà ultimato e «occupato» entro la fine del 2007. La filosofia progettuale è stata improntata, come per tutti gli altri edifici, al rispetto e alla valorizzazione del complesso industriale, sottolineato dalla scelta dei materiali, evocativi della storia della struttura, cioè cemento, ferro, mattoni e vetro, che conferiscono particolare leggerezza all’edificio, oltre che il passaggio della luce. «Abbiamo usato la trasparenza dell’acqua come filo conduttore per la progettazione degli uffici e dei diversi spazi comuni - spiega Stefano Ghirardi, autore del progetto - cercando di costruire una continuità interno-esterno con la cornice dei Navigli, una perfetta scenografia per l’azienda leader del settore delle acque minerali in Italia». «Abbiamo fortemente voluto una sede che rispecchiasse la nostra azienda e il risultato è stato davvero sorprendente» commenta Marco Settembri, ad di San Pellegrino, che non è stato l’unico ad avere questa idea.
«Presto arriveranno anche Fornarina e Zara. Non solo, siamo subissati di domande da parte di show room, stilisti, artisti che vorrebbero fare il loro studio qui - racconta Giuseppe Tortato, titolare dello studio di archittetura Milano Layout - -: gli spazi, infatti, sono stati studiati per rendere piacevole e vivibile l’intero complesso: non ci sono macchine, che sono state interrate, al centro della “cittadella“ troviamo un giardino, il sistema di riscaldamento e di raffreddamento funziona con acqua di falda, e non con l’aria, escamotage che ci ha permesso di non avere ventole esterne e di rendere più economico il sistema».