Richards liquida Jagger: «È davvero poco dotato, non solo come cantante»

I membri dei Rolling Stones e il membro di Mick Jagger. Cinquecento pagine per dire che una cosa è tanto piccola, mah... C’è sostanzialmente questo, più o meno, anzi, più meno che più, nella biografia in uscita il 26 ottobre, dal titolo Life (Little Brown & Co, 576 pagine, 29,99 dollari), firmata dal chitarrista del gruppo, Keith Richards, e anticipata oggi dalle pagine del Times. Rock’n’roll, droga e, sembrerebbe, sesso scarso. Keith smonta Mick, che per molti è sempre stato il sex symbol indiscusso, e per alcuni è sempre stato solo, esteticamente, l’anello di congiunzione tra Rupert Murdoch e Walter Matthau, un attempato in leggins di pelle, un paio di labbra ipertrofiche attaccate a un cattivo carattere, uno scalmanato che già anni fa ha iniziato a perdere la generazione giusta. Mick, quello dei Rolling Stones. I Rolling Stones, gli antagonisti dei Beatles. «I baronetti hanno incantato un’intera generazione, i Rolling Stones l’hanno presa a calci nel culo» sintetizzava una recensione musicale di qualche tempo fa. Ora, dal libro di Richards, viene fuori (tra le altre cose) che John Lennon impugnava male la chitarra e che il loro leader, Mick, aveva, ha sempre avuto, ha, presumibilmente anche oggi, a 67 anni, il pisello piccolo. E viene fuori che a dirlo sarebbe stata una delle incantevoli donne che hanno adornato l’invidiabile palmares della star: Marianne Faithfull, la prima fidanzata ufficiale di Jagger negli anni Sessanta, quella che, stando alle ricostruzioni più disincantate, Mick avrebbe «usato» per questioni di immagine. Quella a cui seguirono, ufficialmente e solo ufficialmente, altre divine come: Bianca Jagger (sposata nel 1970 e madre di Jade) lineamenti esotici, sensibile ai diritti civili, e straziata dal tradimento di Mick con Jerry Hall. Jerry Hall, appunto, ex top model texana, che Jagger sposa e con la quale mette al mondo altri quattro figli (Elizabeth, James, Georgia e Gabriel). Del «microfallo», in tempi non sospetti, e a questo punto a sua discolpa, Jerry parla come di un «insaziabile dal punto di vista sessuale» (vabbè che uno si agita con le armi che ha...). Tanto che da sempre, Jerry sospetta di un tradimento da parte di Mick consumato niente meno che la notte prima del loro matrimonio, negli anni Novanta: con Carla Bruni. Non si sa se proprio la notte prima delle nozze, ma, di certo, il flirt tra Jagger e la Bruni c’è stato, come ha ammesso la stessa signora Sarkozy. Oggi, è «di turno» L’Wren Scott, un metro e novantatrè centimetri di altezza, ex modella e attuale stilista. È lei la fortunata depositaria dell’inconsueta e forse inevitabile quiete sentimentale della star. Ma insomma, pare che le femmine, Jagger le abbia sciupate poco: causa modeste dimensioni. E adesso, davanti a questa mortificante indiscrezione, molte cose hanno tutta un’altra luce. I soprannomi appiccicati a Mick, per esempio (da «Brenda», affibbiato dallo stesso Richards a «Sua Maestà», affibbiato un po’ da tutti), come quel gossip che lo voleva amante di David Bowie (l’unico più truccato di Jerry Hall)o quei cambi d’umore dai tratti uterini che talvolta rendevano impossibile, agli altri componenti della band, la serena convivenza col loro leader... Chi l’avrebbe mai detto? Con quella bocca... Per niente... Certe leggende metropolitane amano mettere in correlazione le dimensioni di alcune parti del corpo con altre. Proprio leggende metropolitane, evidentemente. Mica facile però riuscire a fare il Jagger per settant’anni, quando si ha a disposizione solo un «mick». «You can always get what you want», un tubo. Richards sostiene che il collega non se la sia affatto presa per quanto ha riportato nel suo libro, perché riferisce che, nel corso della sua turbolenta vita, dalle donne si sia sentito dire ben di peggio e anzi, crede di poter addirittura assicurare ai loro fan nuovo tour assieme. E, in effetti, sembra che Mick, una volta lette le bozze, non abbia preteso alcuna censura riguardo quella «cosina». Tanto, evidentemente, «il taglio», c’era già stato in partenza. Però pare si sia arrabbiato per un altro passaggio, quello in cui Keith lo strapazzava da un altro punto di vista, il più importante. Dicendo: «Jagger un grande cantante? So io la fatica che dobbiamo fare per proteggerlo con la musica quando comincia ad andare per la sua strada». E, peggio, pare si sia decisamente opposto alla pubblicazione di un altro aneddoto riportato nel manoscritto. Quello che raccontava della volta in cui lui, Mick Jagger il «grande», si è dovuto rivolgere a un «voice-coach» per migliorare la sua intonazione. Che Mick sia stato il primo a essere costretto a erotizzare le proprie corde vocali?