Richiami alla Costituzione e appello a un testo unico

RomaLa mozione numero 88, non approvata ieri dal Senato e presentata dall’Italia dei valori, è quella più generica, che si sbilancia di meno, e che pone un principio su tutto: l’articolo 32 della Costituzione. La non costrizione quindi a un trattamento sanitario se non disposto dalla legge. Ma nel caso di Eluana Englaro si trattava di decidere o no la sospensione di idratazione e alimentazione, che, anche secondo la mozione del Pd, è «sostegno vitale», non accanimento terapeutico.
La proposta presentata come primo firmatario da Giuseppe Astore non entra quindi nel merito della nutrizione del paziente non autosufficiente, non affronta l’aspetto più controverso del caso Englaro e delle mille storie simili a quella di Eluana, ma chiede al governo, «nel pieno e conforme rispetto dell’articolo 32 della Costituzione», la redazione di «un testo normativo da presentare alle Camere che raccolga le varie sensibilità politiche». Si pretende quindi il rispetto «della nostra Costituzione, a non essere costretti a subire trattamenti sanitari, se non per legge». La mozione ha ottenuto appena 17 voti favorevoli, senza l’appoggio del Pd. «La bocciatura rappresenta, oltre che un passo indietro di fronte alle decisioni che sta prendendo la maggioranza, anche un’offesa per il Parlamento intero», ha dichiarato Astore dopo l’insuccesso in aula.
Il testo dell’Idv parte con una critica al governo sul «conflitto d’attribuzione contro la Corte di cassazione» sul caso Englaro e cita alcuni Paesi in Europa che si sono dotati di «normative molto all’avanguardia» sul fine vita. Si ritiene che il disegno di legge del governo (poi non votato per la morte improvvisa di Eluana) sia stato presentato «al solo fine di impedire l’applicazione della sentenza definitiva» sulla giovane donna. In Italia, si sottolinea, «le disposizioni deontologiche, in coerenza con il nostro dettato costituzionale, escludono il proseguimento di trattamenti medici inutili e contro la volontà della persona». Non si dice sì all’eutanasia, né si spiega però come affrontare il nodo dell’alimentazione in presenza (o in mancanza) di una volontà espressa dal malato. Nemmeno i radicali hanno votato sì.