Richiami Toyota, inchiesta penale delle autorità Usa

Le autorità federali americane hanno avviato un’inchiesta penale nei confronti di Toyota, mentre la Sec sta esaminando la comunicazione della casa automobilistica agli investitori in merito ai problemi di sicurezza. E mentre il numero uno di Toyota in Usa, Jim Lentz, è apparso ieri davanti al Congresso, dove ha rinnovato le scuse per «gli inaccettabili ritardi» nell’affrontare i problemi di sicurezza dei veicoli, oggi è la volta del ceo Akio Toyoda, il cui «mea culpa» è stato pubblicato ieri sulle pagine del Wall Street Journal.
Lentz ha cercato di dare una spiegazione alla scarsa comunicazione sulle situazioni anomale dei veicoli che si sono poi tradotte in maxi-richiami. «Riconosciamo i nostri errori - ha aggiunto - e ci scusiamo; abbiamo imparato molto dai nostri errori. Negli ultimi mesi non abbiamo tenuto fede agli alti standard che i nostri clienti e il pubblico si aspettano da Toyota». A Washington, intanto, stanno affluendo anche 150 rivenditori della casa giapponese per presenziare alle audizioni. Con queste testimonianze e la presenza oggi del numero uno Toyoda, la società spera di riguadagnare la fiducia dei compratori americani, anche se pochi giorni fa è emersa un’altra notizia che ha minato la credibilità del colosso giapponese. Nel 2007 Toyota aveva convinto il governo Usa a interrompere un’indagine su problemi all’acceleratore. Limitando il numero di richiami, Toyota era riuscita a risparmiare 100 milioni di dollari.