Richiamo Il Papa: «Rubare e mentire non può essere mai giustificabile»

Settimo: non rubare. Ottavo: non dire falsa testimonianza. Il Papa parla a braccio, davanti al clero romano riunito in Vaticano. E lancia un messaggio di assoluta attualità soprattutto nei palazzi della politica. «Non si dica più “ha mentito, è umano; ha rubato, è umano”. Questo - spiega Benedetto XVI - non è il vero essere umano, l’essere umano è essere generoso, vuole la giustizia, la prudenza, la saggezza, essere a immagine di Dio». L’appello al rispetto dei comandamenti alla base del vivere civile avviene nel pieno del clamore sull’inchiesta del G8, e il giorno dopo l’allarme della Corte dei conti che ha dipinto un Paese in cui «la corruzione è diventata un fenomeno di costume». Anche per questo il Pontefice sottolinea come «il peccato non è mai solidarietà: è sempre assenza di solidarietà». Quindi il richiamo all’obbedienza, «una parola che non piace nel nostro tempo ma è essenziale». Un ulteriore riferimento al ruolo degli amministratori pubblici Joseph Ratzinger sembra riservarlo più avanti, nella Lectio divina tenuta nell’aula della Benedizione, quando fa riferimento alla sofferenza di Cristo raccontata in alcuni episodi del Vangelo («Vedendo come gli uomini distruggono le città con violenza e disobbedienza, Gesù piange») e la lega al compito della missione sacerdotale: «Anche il nostro sacerdozio non si limita alla messa, ma deve saper portare la sofferenza nel nostro mondo così lontano da Dio».