Riciclaggio, Legambiente contro il Comune

Il via libera definitivo alla sua realizzazione ancora non è arrivato. Eppure, il tanto chiacchierato secondo termovalorizzatore - che nelle ipotesi andrebbe ad aggiungersi a quello già funzionante di Silla Due - ora può vantare anche una collocazione di massima. «Sorgerà in un’area del Comune di Milano al confine con Opera vicino al carcere - ha indicato, durante il convegno «Raccolta e smaltimento dei rifiuti: il problema di Milano», l’amministratore delegato di Amsa Carlo Petra -; è stata scelta una zona a sud della città in modo da poter servire una serie di comuni limitrofi che l’impianto di Silla Due non può raggiungere».
Il tutto mentre pende ancora un grosso punto di domanda sulla data di inizio lavori: dopo che la scorsa settimana la Provincia ha votato un «piano rifiuti» dove la realizzazione del nuovo impianto di smaltimento non è espressamente indicata, ora la palla è nelle mani della Regione. «Stiamo valutando - spiega l’assessore regionale alle Reti e ai servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi - se il piano rifiuti presentato, consente l’autonomia della provincia di Milano». Con tutta probabilità, il piano provinciale verrà comunque bocciato e rispedito al mittente con l’aggiunta di un vincolo imprescindibile sul termovalorizzatore. Come a dire, l’impianto si farà ad ogni costo.
Rispondendo alla richiesta del presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, secondo cui «Milano ha bisogno al più presto di un secondo termovalorizzatore, se si vuole evitare un collasso come quello avvenuto nell’area di Napoli», Petra ha poi aggiunto che «se il sindaco Moratti accorcerà come promesso di 6 mesi l’iter burocratico, farò di tutto perchè i lavori in cantiere terminino 6 mesi prima del previsto»: una corsa contro il tempo che, nelle opinioni dell’amministratore delegato, dovrebbe permettere al nuovo impianto di smaltimento di essere operativo già dal 2011, quando l’intera provincia di Milano si troverà con 507mila tonnellate di rifiuti in più da smaltire. Pronta la replica del centrosinistra, per voce dell’assessore all’Ambiente della Provincia Bruna Brembilla: «Non si può parlare di localizzazioni di nuovi impianti senza adeguate verifiche e valutazioni che tengano conto della programmazione di altre istituzioni e del consenso dei territori. Mi pare, peraltro, che il Comune di Milano non stia tenendo conto della scelta provinciale di potenziamento e rifacimento degli impianti esistenti prima di realizzarne di nuovi». Una posizione, quella di Amsa, che ha scatenato un polverone di polemiche anche al di fuori dei confini milanesi. «Opera - spiega il vice sindaco Tonino Liguori - non è disponibile ad accettare scelte non condivise. Si tratta, infatti, di un luogo a ridosso del quartiere residenziale di Noverasco, che ha già subito fin troppo da parte di Milano».
Di parere contrario l’assessore Maurizio Cadeo secondo cui «un nuovo impianto è indispensabile. Nel resto dell’Europa la raccolta differenziata e i termovalorizzatori crescono di pari passo». «Con le risorse economiche derivanti, si potrebbero incrementare raccolta differenziata e pulizia della città», il pensiero, infine, del presidente della Commissione Parchi Fabrizio De Pasquale.