Ricky Tognazzi nel mirino dei «soliti ignoti»

Protagonisti inconsapevoli di un film dell’orrore. L’altra notte l’attore e regista Ricky Tognazzi e la moglie Simona Izzo sono stati derubati nel sonno. I coniugi, che dormivano nella loro camera da letto, si sono resi conto dell’intrusione dei ladri solamente ieri mattina, quando hanno dato l’allarme al 113. Ma il furto è avvenuto mentre la famiglia stava tranquillamente dormendo.
Qualcuno ha forzato una finestra della villa che si trova in via della Pisana, poco distante dal Grande Raccordo Anulare. I ladri, approfittando del silenzio e dell’oscurità, hanno portato via tre quadri, alcuni preziosi e oggetti d’argento per un valore di circa centomila euro. Fortunatamente nessuno si è svegliato e i coniugi al risveglio non hanno avuto alcun sintomo legato a possibili sostanze narcotizzanti. Solo un grande spavento.
Non è la prima volta che le abitazioni dei vip vengono prese di mira dai soliti ignoti, che operano all’ombra della capitale.
L’11 settembre scorso, infatti, era toccato ad Andrea Leone, 39 anni, figlio del famoso regista di film western Sergio Leone. L’uomo, era in casa con la moglie e due figlie quando qualcuno ha fatto irruzione nell’abitazione di via Birmania, all’Eur.
Il furto, però, era stato scoperto solamente la mattina alle 8.35. I ladri, secondo quanto è stato accertato successivamente dalla polizia, erano entrati da un lucernaio e dopo aver rovistato in alcune stanze si erano appropriati di orologi e monili in oro per un valore di trentamila euro. Le indagini affidate agli agenti del commissariato Esposizione, non avevano prodotto alcun risultato.
Ladri in azione a fine gennaio anche a casa dello show-man Fiorello. Anche in questa occasione hanno agito indisturbati e hanno avuto il tempo di mettere a soqquadro diverse stanze.
«Sono entrati e non è la prima volta - aveva raccontato l’artista alla polizia - ma la terza e hanno rotto le tapparelle. Quando non sanno dove andare vengono da me, per fortuna non ci hanno fatto niente! Ho seriamente paura, non si può rientrare a casa, ho inferriate dappertutto ed è come vivere in galera. Non è una bella cosa nel nostro paese. Mi sono organizzato e ho dovuto mettere le guardie armate: a questo punto facciamo da soli».
L’autunno e l’estate non avevano portato bene invece a Lamberto Sposini e Giuseppe Tornatore, finiti nei mirino dei rapinatori. Il giornalista televisivo era stato aggredito il 19 ottobre a via della Fonte di Fauno, a pochi passi dal Colosseo, nel cortile della sua abitazione da due uomini, con i volti coperti da passamontagna neri. La vittima era stata colpita al volto con diversi pugni e alla testa con un corpo contundente metallico, probabilmente il calcio di una pistola. Poi i due balordi gli avevano sfilato l’orologio ed erano scomparsi nel nulla.
La modalità della rapina ricorda da vicino quella subita dal regista Tornatore il 21 agosto scorso all’Aventino. Questa volta, però, i tre aggressori erano stati fermati pochi giorni dopo grazie all’identikit fornito dal regista.