Riconosce i violentatori per strada e li fa arrestare

Sedicenne tace la violenza ma poi incrocia i bruti e chiama la polizia

da Roma

Si era tenuta tutto dentro: la vergogna, la paura, la rabbia. Il dramma di un’intimità violata mentre passeggiava tranquilla in una sera di primavera nel parco di Villa Borghese. Strano il destino: lei probabilmente non avrebbe mai trovato il coraggio di denunciarli quei tre vigliacchi maniaci che l’avevano stuprata dietro un cespuglio, rubandole l’innocenza. Non lo avrebbe fatto, tenendo per sé quel violento segreto e cercando solo di dimenticare. Ma quando li ha ritrovati sulla propria strada, faccia a faccia, loro beffardi, come nulla fosse mai accaduto, be’ allora non ha più potuto tacere. È scoppiata a piangere, ha afferratto il telefonino e ha chiesto aiuto al 113.
«Li ho rivisti e ho avuto paura».
Sedici anni e nell’anima una ferita che porta la data del 12 maggio scorso ha fatto arrestare i suoi violentatori. Si tratta di un marocchino di 35 anni e due tunisini di 26 e 21 anni. I tre vivono di espedienti in Italia non avrebbero dovuto esserci. erano già stati espulsi, ma nessuno di loro aveva ottemperato al decreto.
La vittima ha atteso una settimana prima di raccontare quella terribile esperienza e lo ha fatto quando ha rivisto i suoi aggressori giovedì scorso proprio nel luogo dove si era consumato lo stupro, Villa Borghese, nel centro di Roma. «Quando li ho incontrati ho rivissuto l'incubo e ho avuto bisogno di chiedere aiuto», ha spiegato in lacrime. Erano circa le 20, l'ora di cena, quando i tre uomini l'hanno trascinata dietro un cespuglio abusando di lei a turno. Tutto sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola, nelle vicinanze del galoppatoio di Villa Borghese. Nessuno avrebbe visto nulla nè si sarebbe accorto dell'aggressione, avvenuta in un luogo appartato. La ragazza frequenta solitamente quel parco e i tre violentatori li conosceva di vista. All'inizio si è tenuta tutto dentro non dicendo nulla nemmeno ai genitori e spiegando i lividi sul corpo con un «ho litigato con un'amica». Ma quando ha rivisto i suoi aguzzini ha chiamato il 113: dopo la telefonata i «Falchi» della Mobile, in servizio antirapina proprio a Villa Borghese, hanno contattato la ragazzina facendosi descrivere i suoi aggressori. Che poco dopo sono finiti in manette.