Come riconoscere l’autentico rum

Cresce la sete di rum e l’esigenza di distinguere i prodotti originali dagli pseudo-distillati. Troppe volte, infatti, a bere un mojito, una piña colada o un mai tai ci si sveglia il giorno dopo col malditesta. E, in qualche caso, succede anche a bere rum liscio. La tana storica del distillato ottenuto dalla fermentazione degli zuccheri del succo o della melassa da canna da zucchero sono i Caraibi. È per questo che il consorzio Wirspa, West indies rum & spirits, ha deciso di apporre il marchio di provenienza Authentic caribbean rum, www.truerum.it, sui 11 grandi rum importati in Italia da 15 territori caraibici. Per scovarli, occhio alla bottiglia: se c’è bollino base (colore bianco o nero), matured (argento e nero) o deluxe (oro e nero), il rum val benissimo il sorso. Noi viaggiamo ancora sull’onda di gioia guyanese di quell’Eldorado 15 anni Demerara Distillers: dall’unico alambico Coffey in legno al mondo una rotonda deflagrazione di aromi di cioccolato e agrumi.