Riconteggi, la sinistra fa trucchi

Roma - La vittoria di Prodi aumenta di 177 voti secondo i dati della giunta delle elezioni della Camera. La notizia è piombata sui principali siti italiani come una molotov. Ma poi è appassita nel corso della giornata. In realtà queste cifre sono i semplici numeri della Cassazione trascritti dagli uffici della Camera e controfirmati dai relatori delle circoscrizioni. Niente di nuovo. Un calcolo che non ha nulla a che vedere con il riconteggio del 10% delle schede totali deciso dalla giunta negli scorsi giorni. Un’operazione che del resto richiederà moltissimo tempo. E che non è ancora partita.
Ma allora perché questo dato di ieri diffuso dall’Unione? «La sinistra sfiora il ridicolo. Siamo di fronte a un esempio clamoroso di disinformazione», chiarisce il capogruppo di Forza Italia in giunta, Gregorio Fontana. Il segretario dei Ds Piero Fassino ha invece cavalcato quei numeri con convinzione: «Si conferma quello che abbiamo sempre sostenuto, e cioè che la campagna propagandistica di Berlusconi sui brogli è del tutto infondata». Parole che hanno scatenato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Elio Vito: «Fassino tenta di cambiare le carte in tavola e fa lui campagna propagandistica. È stata proprio la discordanza dei dati dopo una prima verifica che ha portato alla decisione della Giunta di procedere al riconteggio delle schede».

Il capogruppo di Fi in giunta Fontana sottolinea come quelli diffusi ieri siano dati «contabili» e noti «da tempo». Sono le cifre, cioè, trasmesse dalla Cassazione alla Camera che a sua volta le ha consegnate ai relatori delle circoscrizioni. Relatori che in alcuni casi, «hanno dovuto procedere a delle quadrature tecniche forzando i dati per chiudere le relazioni». Anche per queste ragioni, insiste Fontana, «la giunta ha deciso di procedere a una verifica che non ha precedenti nella storia repubblicana». Quella, appunto, sul 10% delle schede totali, che verrà effettuata da un comitato nazionale, da nominare oggi, di cui faranno parte un deputato per ciascun gruppo in commissione.

«In alcune circoscrizioni - spiega anche il presidente della giunta delle elezioni, Donato Bruno, di Forza Italia - si è dovuto in un certo senso operare una forzatura per far quadrare i conti».
Secondo i dati delle trascrizioni della Camera dalla Cassazione, dunque non quelli del riconteggio, alla coalizione di Romano Prodi risultano 166 voti in più e a quella di Silvio Berlusconi undici di meno. La differenza finale tra i due schieramenti è di 24.932 voti contro i 24.755 del dato del Viminale. Dalla maggioranza in giunta si è sottolineato come da questi numeri non emergano anomalie particolari o incongruenze. I dati attribuiti dal ministero dell’Interno al centrosinistra (19.001.684) sono leggermente inferiori a quelli che risultano alla giunta (19.002.764) perché «a quelli del Viminale mancavano ancora i dati delle schede contestate che sono arrivati solo dopo qualche giorno».

Ma è partito comunque un attacco dai livelli più alti dell’Unione: «Credo - ha dichiarato Fassino - che ognuno possa misurare le irresponsabilità di chi per settimane ha fatto credere agli italiani che le elezioni non fossero state regolari e che ora deve prendere atto che invece sono state regolarissime». Le cifre «dimostrano quanto sia strumentale e irresponsabile la campagna di Berlusconi sui presunti brogli attribuiti alla sinistra», dice il coordinatore dei Ds Maurizio Migliavacca. «Ora che farà la Cdl, chiederà il riconteggio delle schede controllate?», domanda il capogruppo dei verdi alla Camera, Angelo Bonelli. «I dati cui fa riferimento, sbagliando spero in buona fede, Fassino, si definiscono soltanto a una quadratura sommaria dei dati risultanti dai verbali», contesta Fontana. Da oggi si inizierà a ricontare davvero.