Riconteggio, l’Unione ha paura

Fabrizio de Feo

da Roma

È un lungo brivido di paura quello che corre lungo la schiena dei deputati dell’Unione durante la riunione della Giunta per le elezioni di Montecitorio. Gregorio Fontana, relatore per la verifica del voto nella circoscrizione Sardegna, chiede la parola e comunica che dai controlli a campione svolti sul 23 per cento delle schede bianche e nulle dell’isola emergono «numerose irregolarità dovute a interpretazioni soggettive da parte dei componenti dei seggi, delle norme in materia di nullità del voto». Esaurita la premessa, il parlamentare azzurro comunica le conseguenze pratiche della sua indagine. «Da questi controlli spicca un dato particolarmente significativo: la tendenza al recupero di voti validi a favore della Casa delle libertà in ragione di un voto ogni 2,8 seggi esaminati».
La scintilla accesa dal tosto deputato bergamasco di Forza Italia provoca, ovviamente, l’immediata (e preoccupata) reazione dei colleghi di giunta dell’Unione. La seduta si anima improvvisamente e gli esponenti del centrosinistra lo sollecitano a fornire maggiori dettagli. Fontana chiarisce che la tendenza al recupero è «pari, in termini netti, a 128 voti attribuibili in più al centrodestra rispetto al centrosinistra, su 359 sezioni». L’interrogativo successivo è pressoché obbligato: quali conseguenze avrebbe un simile dato se la novità registrata da Fontana fosse proiettata su scala nazionale? La risposta arriva da Rolando Nannicini, deputato dell’Ulivo e insegnante di matematica: «Se la circoscrizione Sardegna fosse rappresentativa dell’intera realtà italiana il centrosinistra risulterebbe comunque vincitore con uno scarto di circa duemila voti». Insomma, per Nannicini dall’indagine a campione «non è ravvisabile una tendenza tale da condurre all’inversione nell’attribuzione del premio di maggioranza». L’intervento del parlamentare di Montevarchi punta a disinnescare la mina. In realtà è l’ammissione patente che - a fronte di controlli dettagliati - lo scarto potrebbe ridursi e scendere nell’ordine dei duemila voti.
Un «particolare» che non sfugge a Fontana. Il deputato raccoglie l’involontario assist e controbatte che se questa fosse la distanza reale il centrodestra sarebbe incentivato a sostenere con maggiore forza la richiesta di «verifica nazionale di tutte delle schede bianche e nulle». Una richiesta su cui l’Unione sembra intenzionata a fare muro, allungando i tempi della presentazione delle relazioni circoscrizionali. Fontana, peraltro, porta un precedente a supporto della sua richiesta di controllo. Nella scorsa legislatura Lega e Italia dei Valori chiesero il riconteggio delle schede per verificare se avessero o meno raggiunto la soglia del 4 per cento. In quella circostanza il saldo attivo del recupero a favore della Cdl fu di 127.912 voti. «L’Unione fa blocco» commenta Fontana «e ha una paura matta che venga fuori un risultato elettorale diverso da quello ufficiale. A fronte di una vittoria ottenuta con lo 0.06% di scarto, finora nessuno ha avuto modo di controllare le schede. Procedere al controllo è un dovere della Giunta. Se i controlli fossero negati sarebbe una delle pagine più nere nella storia delle istituzioni italiane».