Per ricordare bene serve quasi una vita

Ricordare è un gesto strano. Io sono in grado di retrocedere a scene pregresse, lontane. E posso, con uno sforzo di immedesimazione, persino riviverle. Intensamente. Forse, a quel punto la mente coglierà il dettaglio decisivo che indica quanto il tempo è passato: un disco di vinile, un modello d’auto, un motivo popolare. Riattualizzare quei dettagli è come riportare alla luce la microstoria delle nostre vite, quei momenti «allora» impensati che, decenni dopo, riaffiorano come istanze decisive in una nuova scena, secondaria ma non per questo meno essenziale e descritta in tanti «libri della memoria». Tra i quali Quasi una vita della brava Chiara Tozzi (Feltrinelli, pagg. 287, euro 16) è l’ultimo. Ma solo in ordine di tempo, non di valore.