Ricordate la Francia La gogna giudiziaria può costare una vita

Qui a Parigi la liberazione degli imputati di Rignano Flaminio ha immediatamente ricordato quanto accaduto poco più di un anno fa quando un magistrato, Fabrice Burgaud, aveva incriminato e incarcerato diciotto cittadini con l’accusa infamante di pedofilia e uno di essi per la vergogna s’era tolto la vita.
Gli altri diciassette erano stati tutti assolti con formula piena. Il presidente Chirac parlò di «disastro giudiziario» e il magistrato finì davanti la Commissione parlamentare d’inchiesta.
Pascale Robert Diard su Le Monde scrisse: «La gente vede ora la giustizia nell’ottica de l’affaire Dutroux e ha paura. Come rimediare a questa assenza di umanità. Per sette ore, Fabrice Burgaud ha offerto a milioni di francesi, che seguivano il suo interrogatorio in televisione, l’immagine livida e la voce flebile di un giudice inchiodato alle sue responsabilità».
«La “gogna mediatica” è stata inaugurata in Francia da un magistrato. Il potere giudiziario è stato contestato, indebolito, chiamato in causa e obbligato a spiegarsi davanti al potere politico che riafferma la sua legittimità».
Quale potere politico da noi in Italia affermerà la propria legittimità di fronte al nostro disastro giudiziario?