«Ricorderemo la giunta rossa per le assunzioni dei parenti»

Marone denuncia la gestione contabile del sindaco ricandidato a Garbagnate

Come finale di campagna elettorale spunta una denuncia alla Procura della Repubblica. A firmarla è Leonardo Marone, candidato sindaco del centrodestra in quel di Garbagnate. Ultimo atto nel nome e per conto dei cittadini che «pretendono il buon governo della città e non certo di convivere con aziende comunali dai conti truccati». Al centro della denuncia dell’azzurro Marone - imprenditore e già sindaco di Garbagnate negli anni Ottanta - c’è l’Asm, l’azienda servizi municipali il cui socio è il Comune. Amministrazione in mano alla sinistra che ripresenta Erminia Zoppè, nonostante le «critiche» rivoltegli contro anche all’interno della sua maggioranza. «Critiche che riguardano la vicenda Asm, dove quattro impiegati su 20 sono parenti di consiglieri comunali. E dove, soprattutto, la “gestione contabile dalla fine del 1999 è andata man mano degenerando”». Cita Marone la valutazione finale di una commissione di inchiesta «i cui verbali, sedici, redatti nel luglio 2002 sono stati consegnati alla Cdl solo nelle ultime settimane».
Il quadro che emerge è «sconcertante»: «Gli insoluti sono passati da 1,6 miliardi di lire (1999) a circa 6 miliardi (2001), gli anticipi in conto consumo sono aumentati del 50 per cento senza però avere a disposizione un elenco a supporto sia dei crediti che dei debiti alla fine di ogni esercizio e, last but not least, la valutazione finale siglata da persone non ostili all’amministrazione di sinistra arriva alla conclusione non esaltante che i conti di Asm sono in rosso». Ma il sindaco Zoppè, secondo Fi, avrebbe tentato di forzare la mano: «Come? Invitando l’allora presidente del cda di Asm a chiudere il bilancio pur essendo i conti in negativo. Ma il presidente Carlo Arosio preferì dimettersi». Chiusa della denuncia presentata dal candidato sindaco Marone alla Procura della Repubblica di Milano, con tanto di «opportuna» segnalazione alla Corte dei Conti perché «svolga le necessarie valutazioni del caso».
E mentre si attendono le «valutazioni» sia della Procura che della Corte dei Conti, a Garbagnate questa storia di conti truccati sta tenendo banco anche negli ultimi giorni di campagna elettorale. «Fatto che non stupisce troppo chi segue la politica di questa città e delle sue giunte “rosse”» chiosa l’azzurro Alberto Pirola. Annotazione che il sindaco Zoppè preferisce non commentare limitandosi ad osservare che il buco di bilancio «non esiste proprio». Ma a mettere la giunta «rossa» sotto accusa, continua Marone, sono quei «16 verbali di commissione che testimoniano l’allegra gestione di un Comune governato dalla sinistra».