Ricordi e sentimenti traslocano in campagna

Ogni volta che accostiamo un libro di Giovanni Comisso restiamo come incantati dalla magia della sua scrittura. La prosa lineare, antiletteraria e insieme sconcertante nell’apparente semplicità, fa tutt’uno con la nostalgia di una sensuale arcadia innocente. Queste dimensioni sembrano tutte compendiate in La mia casa di campagna, riproposta da Longanesi con introduzione di Paolo Mauri (pagg. 290, euro 18,60). Nel 1930, dopo «tanto continuo viaggiare» come inviato di quotidiani, Comisso decide di realizzare il suo sogno agreste nel Veneto, e compra una casa nel Trevigiano, dove va a vivere con la madre. Sarà un’esperienza a tratti idilliaca, a tratti frustrante, dove mal si conciliano le esigenze dell’amministrazione e l’inseguimento di una sfuggente felicità.