Il ricordo dell’amico Bettino, il primo a dare "dignità democratica alla destra"

Berlusconi elogia Stefania Craxi e il padre che accolse i missini nell’arco costituzionale

È forse l’applauso più lungo. Sicuramente il più commosso quello dei delegati tutti in piedi quando Silvio Berlusconi ricorda e ringrazia la figlia «di un mio carissimo amico: Bettino Craxi». Stefania, oggi sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi, è lì nelle prime file. Si alza anche lei e non riesce a trattenere le lacrime. Il ricordo del padre sembra mettere tutti d’accordo.

Quelli che ormai sono gli ex di Alleanza nazionale e quelli che sono gli ex di Forza Italia. E poi i tanti «cespugli» appena nominati. In piedi, a pochi passi da Stefania, applaude il ministro Renato Brunetta che molto deve alla tradizione socialista. Stefania Craxi, le parole di Berlusconi dal palco, è la «figlia e degna erede politica di un mio carissimo amico». Poi aggiunge che «Bettino ebbe tra l’altro anche un grandissimo merito: fu il primo presidente del Consiglio a rivolgersi in parlamento ai banchi della destra garantendo che sarebbe stata trattata alla pari.

Attribuendogli pari dignità democratica e superando l’idea che la vera Costituzione fosse quella dell’accordo tra la Democrazia cristiana e il Partito comunista. Decretando nei fatti la fine del cosiddetto arco costituzionale». Applausi, se possibile, ancor più convinti anche dai tanti ex missini che quegli anni li ricordano bene. Che quella emarginazione l’hanno scontata sulla propria pelle. Qualche volta anche sulla pelle degli amici o dei figli caduti per l’odio della violenza rossa.

«Oggi è una bella giornata - la risposta di Stefania Craxi -. È l’inizio della nascita di un grande partito che sarà il partito degli italiani. Di quelli che vogliono sentirsi liberi e costruirsi il futuro con le proprie mani. Dal presidente Silvio Berlusconi mi aspetto che questo partito, che è un partito liberistico, segni al Paese anche la strada del presidenzialismo, della riforma costituzionale e della riforma delle leggi per rendere la nostra democrazia più efficiente».

Piccata, invece, la replica di Bobo Craxi. «Mio padre - spiega - era un leader socialista e non fu mai un uomo di destra, anche se la sdoganò. Per questa ragione io, che continuo ad essere un socialista, di sinistra, che ama la libertà, non mi sento un figlio indegno». Ringrazia, invece, Donato Robilotta, presidente dell’associazione Socialisti riformisti del Pdl «per il grande tributo dato al ruolo di Bettino Craxi che così entra nel pantheon del Pdl».