Il ricordo delle foibe provoca imbarazzo all’Unione

Foibe dimenticate, peggio, da dimenticare. Il silenzio del governatore Marrazzo sull’immane tragedia delle esecuzioni in Istria durante l’insurrezione popolare antifascista del 1943 non va giù all’opposizione in Regione che ricorda, sulla questione, gli impegni presi e mai mantenuti.
«Prendiamo atto del silenzio di Marrazzo sulla questione sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Pallone - dichiarano i consiglieri di An Pietro Di Paolo e Francesco Lollobrigida -. Se ieri ci sfiorava solo il timore che sulla vicenda ci fosse un disimpegno, oggi abbiamo la certezza: il 10 febbraio, giornata del ricordo in memoria dell’esodo istriano-giuliano-dalmata e degli infoibati, è per la Regione Lazio una giornata da dimenticare». «Eppure – ricordano i due consiglieri – durante la scorsa Finanziaria, ci fu un solenne impegno preso da Marrazzo affinché i contributi per sostenere le attività associative non andassero persi. Ci siamo fidati. Tuttavia, la legge approvata nel 2003 conferiva un impegno di altissimo valore civico alla Regione: quella di educare le giovani generazioni a non dimenticare il dramma di tanti connazionali puniti dal regime comunista titino perché colpevoli di essere italiani. Ci chiediamo: dove sono le manifestazioni, le conferenze, le mobilitazioni?». «Ieri (martedì) – hanno concluso Di Paolo e Lollobrigida – il solito silenzio da parte di Marrazzo. Ma non era il silenzio solito: era un silenziatore su una ferita ancora sanguinante».
Critico anche Stefano De Lillo (Fi): «Per ricordare la tragedia delle foibe non bastano le cerimonie, bisogna costruire la memoria storica di quegli eventi e di quelle sofferenze: ma quali sono oggi le iniziative culturali dedicate dalla Regione Lazio a costruire nella coscienza civile e nella cultura dei giovani la storia e la memoria della tragedia dei nostri fratelli italiani giuliano-dalmati? La tragedia degli italiani vittime dei comunisti di Tito, quindicimila uccisi nelle foibe e trecentocinquantamila depredati dei loro beni e costretti all’esilio, è storia nazionale e storia di Roma che ne ha accolti gran parte».
Infine Piero Cavallo, capogruppo di Azione Universitaria al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, riferisce di aver «scritto al ministro Mussi ed al rettore dell’Università di Bologna» per «segnalare un gravissimo atto di prevaricazione e inciviltà che ha visto il preside della Facoltà di Economia far rimuovere dei manifesti di una mostra commemorativa del dramma delle Foibe etichettando tale iniziativa come “messaggio politico non gradito” e arrivando addirittura a minacciare la sottrazione degli spazi che sono stati assegnati ad Azione Universitaria in caso di “prosecuzione sulla nostra strada”».