IL RICORDO DEL LETTORE

Carissimo dottor Giordano, mi presento: sono Gino Lai, assiduo lettore del Giornale. A Dio piacendo, il prossimo 19 luglio compirò 86 anni. Sono pensionato avendo servito nel Corpo degli Agenti di Custodia nelle carceri per 32 anni con funzioni di comandante in istituti importanti. La mia esperienza di vita vissuta all’interno di una realtà dove è dato a persone di condizioni diverse di confrontarsi con le conseguenze delle loro azioni, mi ha arricchito di un minimo di saggezza e mi ha portato a pensare che le disgrazie altrui dovrebbero ammaestrare anche le migliori coscienze. Ho sei figli, quasi tutti laureati. Non le dico quanto è costato a me e mia moglie, con un unico stipendio d’altri tempi. Carissimo dottor Giordano, conosco il suo valore dai primi momenti dell’appartenenza alla nostra famiglia. Le dico solo che la stimo.
Vorrei raccontarle un piccolo episodio: qualche giorno fa stavo acquistando il mio Giornale come ogni mattina, quando un signore dicendo, anzi gridando di conoscermi tentò di abbracciarmi. Diceva che da ragazzini giocavamo insieme, cosa che non poteva essere perché all’apparenza mostrava una decina d’anni meno di me e per quanto cercassi di sforzarmi la memoria non mi aiutava. Insomma, io ero certo di non averlo mai visto e rimasi un po’ interdetto. Quando l’edicolante, che forse aveva capito qualcosa più di me, mi porse una copia del nostro quotidiano, quel pazzo gliela strappò dalle mani e la fece svolazzare sotto il mio naso allontanandosi subito dopo gridando «abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto!» e scomparendo tra i passanti. Questa sembra una storiella inventata di sana pianta e invece è vera.
Acquisto il Giornale dal suo primo numero e ricordo benissimo il periodo in cui gli edicolanti lo tenevano nascosto e non lo tiravano fuori prima di essersi assicurati che non ci fossero rischi. Ricordo anche il bel regalo che le Brigate rosse offrirono al direttore Indro Montanelli. Ricordo tutti gli eroici direttori che si sono alternati, compreso lei, dottor Giordano, a cui auguro le migliori fortune. In ultimo vorrei qualcosa per me: campare ancora per godermi il mio Giornale, visto che oggi, anche i pazzi ne sono pazzi.
San Vito (Cagliari)