Un ricordo per «Milano 70 allora»

Walter Leonardi fa rivivere i ricordi della sua città di quando aveva quattordici anni

Viviana Persiani

È proprio vero che trascorrere l'estate a Milano è davvero desolante, soprattutto per chi ama degli happening infarciti di mondanità e di cultura al tempo stesso. Ecco perché il Pim Spazio Scenico in collaborazione con Goganga, ha pensato ai milanesi e alla loro voglia di cultura rinfrescata di aria condizionata, organizzando un'interessante rassegna di spettacoli incontri e feste in omaggio alla città ambrosiana.
Oggi, nella sala di via Tertulliano, Walter Leonardi con la sua compagnia Pop451° formata d Paolo Trotti e Flavio Pirini, sarà di nuovo il protagonista di Milano 70 allora. «Ho voluto dipingere la Milano anni Settanta guardandola attraverso l'occhio di Walter bambino, che tra i 4 ai 14 anni vive la città in maniera ingenua, ma apprendendo una realtà sociale disorientata, alla ricerca di cambiamenti».
È uno spettacolo «politico»?
«Per scrivere questo testo ho colto l'ispirazione proprio dopo la morte di Carlo Giuliani, una vicenda tragica, secondo me anacronistica, che non ha lasciato di certo gli italiani in silenzio. Con questo spettacolo, ripercorrendo certe vicende di cronaca, fatti politici, mettendo l'accento sulle contestazioni di quegli anni, sono emersi i nomi di altre vittime. Non per questo definirei il mio spettacolo di sinistra o polemico nei confronti delle forze dell'ordine: è un testo anarchico nutrito di comicità e nel contempo di realtà».
Come si svolge lo spettacolo?
«Ci sono tre monologhi, tre letture e due canzoni. I monologhi, frutto di un continuo altalenare tra comicità e dramma, raccontano dello spirito punk che si era diffuso in quegli anni. "No future" era il motto di questo movimento nato per cacciare falsi ideali e spinto da un nichilismo assoluto come rifiuto di regole e imposizioni. Un vacuità politica e sociale, della quale ho parlato anche nel mio spettacolo successivo Come un frigo ovvero vuoto. Sempre durante questi monologhi compaiono i nomi di alcune delle vittime delle contestazioni degli anni Settanta».
Oltre ai tre monologhi?
«Le tre letture sceniche sono imperniate attorno alla vita vissuta da me; il tema predominante è quello della paura in particolar modo quella scaturita dai "tre Renato". Vallanzasca, Curcio e Renato De Amicis, il mio compagno di banco, hanno rappresentato per me, nel periodo della mia adolescenza un vero incubo».
Milano 70 allora, Pim Spazio Scenico, via Tertulliano 68, info 02-55196240, ore 21, ingresso 8 e 5 euro