Il ricordo personale

Vent’anni orsono, come oggi, tornavamo dall’Ucraina dopo aver ripercorso con gli sci quella che era stata la dolorosa ritirata degli Alpini dalle steppe sovietiche. Partimmo da Nowo Kalitwa, località sull’ansa del Don, e per dieci giorni, ripercorrendo le tappe delle truppe alpine delle Divisioni Tridentina, Julia e Cuneense, giungemmo a Nikolajewka dove, con un eroismo senza pari, ciò che rimaneva di tre Divisioni Alpine al comando del Generale Reverberi sfondarono il blocco sovietico. Con il Bollettino n. 630, Radio Mosca nei primi giorni di febbraio annunciò il tracollo delle forze dell’Asse sul fronte del medio Don e la caduta di Stalingrado, ma precisò: «Soltanto il Corpo d’Armata Alpino Italiano deve considerarsi imbattuto sul suolo di Russia». In quei giorni le popolazioni ci accolsero con un calore e un affetto che non dimenticheremo mai perché in quei tempi di guerra, anche se come occupanti conquistammo la loro ammirazione e riconoscenza. Diversamente dai tedeschi, che tennero un comportamento duro e malvagio.
Albavilla (Como)