Ricorsi al Tar e al prefetto per i colpi di mano su Sea Ma Pisapia: «No ai giudici»

«Sono in consiglio dal 1985 e una cosa del genere non era mai successa. Il regolamento dell’aula, fatto per disciplinare le regole democratiche dell’assemblea, è stato violato in più parti, siamo quindi costretti a rivolgerci al rappresentante del governo a Milano». Parola di Riccardo De Corato, vicepresidente del consiglio comunale, vicesindaco con la giunta Moratti e prima ancora assessore con Albertini sindaco, alle spalle la carriera da consigliere di opposizione. Ieri i consiglieri comunali di minoranza, Pdl, Lega e lista Milano al centro, hanno incontrato il prefetto Gian Valerio Lombardi per denunciare le violazioni dei loro diritti di consiglieri, durante la seduta fiume su Sea. «Ci è stato negato il diritto di illustrare gli emendamenti e ai consiglieri di fare le dichiarazioni le dichiarazioni di voto e la discussione. Ma l’unico soggetto titolato a contingentare i tempi degli interventi - spiega Giulio Gallera - è la conferenza dei capigruppo». Sotto accusa il presidente Basilio Rizzo, che «ha piegato il regolamento alla sua personale interpretazione, violando gli articoli 12, 59 e 61». Già martedì il sindaco era intervenuto per difendere Rizzo: «Il presidente ha gestito benissimo l’aula e la di là delle polemiche che ci sono sempre quando c’è un confronto politico duro, non credo che si possa pensare che i temi della politica vengano risolti dalla magistratura». Ma forse Giuliano Pisapia si è dimenticato di quando Rizzo, consigliere della sinistra con Albertini sindaco, fece ricorso contro la privatizzazione Aem. A difenderlo l’avvocato Lucia De Cesaris, assessore della giunta Pisapia.
Sembra che quanto successo in aula lunedì notte non sia l’unico caso: anche durante la discussione sulla delibera Irpef, secondo l’opposizione, venne violato il regolamento. «Siamo costretti a rivolgerci al prefetto per vedere rispettati i nostri diritti - continua Gallera - noi abbiamo sempre rispettato i diritti di tutti i consiglieri. Prova ne è che Rizzo, che ha sempre fatto un’opposizione durissima, non ha mai dovuto fare altrettanto». Non solo, il PdL guidato da Carlo Masseroli preannuncia un ricorso al Tar per vizi procedurali, ma anche per il merito nella conduzione della seduta. Sembra che il primo parere dato da un avvocato amministrativista abbia confermato la bontà del ricorso.
Il presidente del Consiglio respinge al mittente le accuse: «Io ho rispettato le regole e sono convinto di averle interpretate correttamente. Sono contento che l’opposizione vada dal prefetto, così capiranno che i lavori sono stati condotti secondo le regole. Un conto è il diritto di tribuna, un altro voler sovrapporre i propri interessi alla volontà legittima della maggioranza. Contino i minuti che hanno parlato e si renderanno conto da soli. Detto ciò è strano che i sostenitori del federalismo si appellino al governo contro gli enti locali». Il ricorso al Tar? «Sarà illegittimo».
Il prefetto, al termine di un incontro durato mezz’ora, ha chiesto ai consiglieri una relazione dettagliata dell’accaduto. «Siamo molto soddisfatti - commenta Gallera - il prefetto ha osservato che non potere illustrare i propri emendamenti o fare dichiarazioni di voto non è irrilevante».