Ricorso sul voto: attesa per oggi la sentenza del Tar

Elezioni a rischio per la presenza nelle schede di Alternativa sociale

Stefania Scarpa

Sono oredecisive queste per Piero Marrazzo. E non solo per lo strisciante malcontento interno alla sinistra che il nuovo governatore è riuscito a creare in nemmeno tre mesi dal suo insediamento. Ma addirittura per la sua elezione stessa a presidente della Regione, che potrebbe tornare in ballo se, nelle prossime ore, il Tar del Lazio dovesse accogliere il ricorso presentato da un elettore, Camillo Scoyni, che ha chiesto l’invalidazione della proclamazione degli eletti del 3 e 4 aprile scorso e dunque l’annullamento della competizione elettorale che vide l’ex teleconduttore di «Mi manda Rai Tre» soffiare la poltrona più importante della Pisana a Francesco Storace, poi consolatosi con la carica di ministro della Salute.
I giudici del tribunale amministrativo, che si pronunceranno oggi, hanno già affermato precedentemente che Alternativa sociale ha partecipato illegittimamente alle elezioni regionali del Lazio. E la legge invocata dal ricorrente, in caso di illegittima partecipazione alle elezioni non richiede per l’annullamento delle elezioni che la partecipazione illegittima sia risultata decisiva ai fini del risultato. Due indizi che fanno pensare che, contrariamente a ogni pronostico, il ricorso potrebbe anche essere accolto.
La vicenda prende le mosse dal provvedimento di esclusione della lista di Alternativa sociale decretata dalla Corte di appello di Roma. Per chiedere la sospensiva di quel provvedimento Alessandra Mussolini propose ricorso al Tar. Il Tar le diede torto. Ma, in sede di appello al Consiglio di Stato, ad Alternativa sociale fu consentito di partecipare ugualmente alla competizione elettorale. Lo scorso 27 giugno il Tar si pronunciò con la sentenza numero 5567/05. A pagina 18 i giudici amministrativi confermavano quanto sostenuto dai difensori del candidato della Lista Storace Marco De Vincentiis, gli avvocati Piero D’Amelio, Romolo Reboa e Giovanni Sciacca. E cioè che la sentenza di improcedibilità confermava il provvedimento di esclusione in Corte d’appello. Il risultato della battaglia giudiziaria, a questo punto, sembrerebbe scontato. E comunque la partecipazione di As al voto di aprile almeno una conseguenza materiale l’ha avuta: ipotizzando che in assenza di As i suoi elettori non sarebbero andati a votare, sarebbe cambiato il calcolo dei resti, facendo guadagnare un seggio alla Lista Storace e ai Comunisti italiani.