Come ricostruire il ginocchio

L’impiego di nuovi biomateriali evita il cedimento meccanico e rende più rapido il recupero funzionale dei movimenti

Negli anni Ottanta, l'impianto di legamenti artificiali per la ricostruzione dei legamenti crociati del ginocchio ha provocato un'alta percentuale di casi di complicanze, quali sinoviti (infiammazioni acute e croniche del ginocchio, determinate da una sorta di «reazione» del legamento sintetico), insuccessi per la mancata «trasformazione biologica» del tessuto artificiale e, soprattutto, cedimenti meccanici con la rottura, in breve tempo, dell'impianto. Nell'ultimo decennio, l'utilizzo di legamenti sintetici nella chirurgia ricostruttiva legamentosa ha però avuto una spinta nuova, grazie alla creazione di biomateriali con proprietà chimico-fisiche e biomeccaniche sempre più vicine a quelle dei tessuti biologici umani. «Dal 2001 ad oggi, la nostra équipe ha impiantato più di 700 legamenti artificiali di seconda generazione LARS, con esiti clinici ed istologici più che soddisfacenti», afferma il dottor Saverio Antonelli, primario della divisione di ortopedia della clinica «Luccioni» di Potenza, secondo chirurgo al mondo come numero di interventi eseguiti (circa 700) e primo al mondo ad aver impiantato a due pazienti il legamento crociato sia anteriore sia posteriore sintetico in un'unica seduta (per informazioni www.saverioantonelli.com). «Tali risultati sono stati presentati recentemente al Congresso Nazionale della Società Italiana di Artroscopia e dimostrano di rappresentare una valida alternativa ai trapianti biologici nella ricostruzione artroscopica dei legamenti crociati del ginocchio sia anteriori sia posteriori». I vantaggi rispetto all'intervento tradizionale - che prevede di ricostruire l'anatomia del ginocchio con l'utilizzo di tessuto biologico prelevato dal paziente stesso (in genere, del tendine rotuleo o semitendinoso) - sono molteplici: «Il principale è che l'articolazione, già instabile per la rottura di entrambi gli elementi del pivot centrale, non viene ulteriormente destabilizzata da un prelievo di tessuto. Venendo a mancare la parte più invasiva dell'operazione, si passa all'impianto del legamento, eseguito in artroscopia: l'intervento chirurgico è quindi molto più semplice e breve, e consente un recupero funzionale più rapido».
I legamenti artificiali, infine, offrono anche la possibilità di essere scelti «su misura» per le esigenze del paziente, in funzione dell’età, del peso, e persino del tipo di attività svolta. Anche per lo sportivo che vuole tornare alle attività agonistiche.