Ricoverato per rinoplastica, un 19enne è in coma

Pavia, arresto cardiaco per un giovane appena sottoposto a un intervento in anestesia locale. Da sabato è in coma all'ospedale San Matteo per le complicazioni dopo l'operazione

Vigevano - Doveva essere un'operazione semplicissima e di routine: un intervento di chirurgia estetica per una rinoplastica in anestesia locale. Ma da sabato Paolo Acerbi, 19enne di Vigevano, nel pavese, è ricoverato in coma profondo al policlinico San Matteo di Pavia per le complicanze insorte durante l'intervento. Il giovane, studente all'ultimo anno dell'Istituto tecnico industriale nella sua città, aveva scelto per l'operazione il Centro Medico Polispecialistico di Travacò Siccomario dove lavorava come medico un conoscente di famiglia. Aveva deciso di sottoporsi all'operazione dopo averci pensato per parecchio tempo. Non voleva migliorare l'estetica, ma la funzionalità nasale. Si era assicurato del fatto che non gli venisse effettuata l'anestesia totale perché ne aveva paura. «Attualmente le condizioni del ragazzo sono gravissime - ha spiegato ieri in serata il dottor Carlo Marena, direttore medico di presidio -. Stiamo praticando la terapia di supporto di routine ma le speranze che si riprenda sono poche. Non esiste infatti, in questi casi, una terapia mirata perché si tratta di coma post anossico. Cioè in cui l'ossigeno è mancato per parecchio tempo al cervello. Quando è arrivato qui, il giovane era già in coma dopo l'arresto cardiaco che si è verificato praticamente a fine operazione. Proprio per questo ci sembra strano possa essersi trattato di un'allergia i cui sintomi, invece, avrebbero dovuto manifestarsi quasi immediatamente dopo l'iniezione di anestetico o la somministrazione della pre-anestesia. Anche se, per ora, nulla è escluso. Il giovane, per esempio, potrebbe aver sofferto di un'insufficienza respiratoria di base o di altre patologie che avrebbero potuto fungere da cause o da concause. In questa fase non è assolutamente facile verificare tutte queste ipotesi».
Quando in clinica a Travacò i medici che lo stavano operando si sono accorti dell'improvviso aggravamento dello stato di salute del giovane hanno tentato di rianimarlo ma senza riuscirsi. Immediata, così, è partita l'allerta al 118 e in meno di mezz'ora il giovane era nel reparto di rianimazione di Pavia guidato dal professor Braschi. La famiglia è 24 ore su 24 in ospedale e, nel corridoio che divide la vita con la speranza, a turni arrivano continuamente anche amici e compagni di classe del giovane. Fino a ieri sera non era stata sporta nessuna denuncia. I carabinieri, comunque, hanno sequestrato nel centro di Travacò tutta la documentazione relativa alla cartella clinica dello studente mentre non hanno intrapreso ulteriori azioni se non un attento sopralluogo. «Si attende per vedere gli sviluppi della vicenda», come si sottolinea dal comando provinciale dell'Arma di Pavia.