La ricreazione è finita. Purtroppo

V a bene, parliamone. Non bastassero gli 11 milioni del pattinaggio artistico in Tv (è la punta per i ruzzoloni di Carolina Kostner), i 7 del pattinaggio velocità, i 6 di Rocca, i 5 per la staffetta del fondo a dimostrare che le ricreazioni dalle fumisterie pallonare fanno piacere agli italiani, proviamo a fare un altro elenco: quello di ciò che ci siamo persi. O che abbiamo ridimensionato per manifesta inferiorità di peso specifico.
Allora, ci siamo persi il dramma del Trap cacciato dallo Stoccarda; Diarra inseguito dal Milan per dare un aiuto a Pirlo; i dossier fasulli di Inter e Juventus sui torti arbitrali; Stankovic impegnato a fare il portinaio degli spogliatoi di San Siro; Mazzone che sventola il fantasma di Baggio per distrarre i tifosi del Livorno; Spalletti che chiede ai romanisti di fare meno sesso; gli ultimi veleni di Gaucci da Santo Domingo (venga qui a ripeterli); le confessioni di Vieri che non parlava da due anni (non ce n’eravamo accorti); i giudici che assolvono Adriano nei giorni pari per condannarlo nei giorni dispari. E il più voyeuristico degli atti di pornografia sportiva da tv di quartiere: Ronaldo al Milan.
Ieri pomeriggio Italo Cucci, insigne giornalista che parla solo con le maiuscole, aveva intuito le discrepanze fra Giochi di Torino e distrofìe calciofile. E aveva azzardato: «Il derby di Roma rimetterà il calcio alla pari dello sport olimpico». Ancor prima di cominciare, le agenzie battevano questa notizia: «Sequestrati ascia e bastoni, lancio di sassi». Tornateci voi alla normalità.