Ricucci, 400 milioni da puntare sulla scalata a Rcs

Di rilievo le plusvalenze per i componenti del contropatto: dagli oltre 250 milioni di Caltagirone ai 180 di Bonsignore

da Milano

Per Francesco Gaetano Caltagirone piove sul bagnato. L’imprenditore romano aveva dichiarato qualche tempo fa una liquidità di circa 2 miliardi. Alla somma si aggiungono ora gli oltre 400 milioni incassati dalla cessione della quota in Bnl. Una quantità imponente di denaro in cerca di impiego. E che potrebbe servire a Caltagirone per negoziare da una posizione di forza la risistemazione delle sue partecipazioni bancarie: ormai rotto il feeling con il Monte dei Paschi, il proprietario del Messaggero sarebbe alla ricerca di nuovi approdi creditizi (e in questo caso la candidata naturale sembrerebbe Capitalia). Caltagirone a parte (per cui le plusvalenze dovrebbero raggiungere secondo alcune stime i 255 milioni) tutti i componenti del contropatto Bnl possono vantare dalla vendita a Unipol incassi record. La quota in Bnl del gruppo è stata valutata complessivamente 2,250 miliardi. Secondo le dichiarazioni degli interessati Stefano Ricucci ha guadagnato dall’operazione 210 milioni, Danilo Coppola 230, Giuseppe Statuto 207, Vito Bonsignore 180, i fratelli Lonati 105, Giulio Grazioli 42. Non sorprende che uno degli interessati, Ettore Lonati, abbia definito la vendita «un’operazione bellissima».
A essere impegnato sui fronti più caldi è sicuramente Ricucci. Che tra plusvalenze e impegno iniziale ora ha a disposizione 400 milioni in più da gettare nella scalata a Rcs: ai prezzi attuali è quanto basta per comprare poco più del 9% della società. L’immobiliarista ha dichiarato di voler salire al 29,9% del gruppo editoriale (ora ha il 18%).
Un altro scenario riguarda la possibile minaccia portata al cuore del capitalismo finanziario in Italia: Mediobanca con la sua principale controllata, Generali . Circa un mese fa Danilo Coppola e Giuseppe Statuto hanno ufficializzato la partecipazione (rispettivamente del 2% circa e di poco più dell ’1%) in Piazzetta Cuccia. Ad avere il 2% o poco più è anche un altro immobiliarista, Luigi Zunino. Tanto è bastato per parlare di assalto alla cosiddetta Galassia del nord. Coppola però (vedi intervista a fianco) sembra ridimensionare nuove ipotesi di scorrerie finanziarie. Lo stesso ha fatto nei giorni scorsi Zunino che ha dichiarato di muoversi in accordo con i grandi soci e senza azioni concordate.