Ricucci al capolinea, fallita Magiste

La decisione del Tribunale di Roma. I legali dell’immobiliarista: faremo subito ricorso

da Milano

L’avventura imprenditoriale di Stefano Ricucci sembra davvero al capolinea. Il tribunale di Roma ha dichiarato il fallimento di Magiste international, capofila delle società dell’immobiliarista.
La decisione è stata presa dopo il mancato rientro nella disponibilità del commissario che guidava la finanziaria, dei circa 91 milioni di euro sequestrati a suo tempo dalla procura di Milano come possibile frutto di reati commessi nel corso della scalata ad Antonveneta. Nelle intenzioni dei legali di Magiste proprio questi soldi avrebbero dovuto sostenere l’ipotesi di concordato preventivo approvata nei mesi scorsi dallo stesso Tribunale civile di Roma.
La richiesta di dissequestro, avanzata dai legali di Ricucci e relativa agli oltre 67 milioni «congelati» per l’indagine sulla scalata ad Antonveneta da parte della Bpi di Gianpiero Fiorani, era stata però respinta il 27 dicembre scorso dal gip di Milano, Clementina Forleo. Era chiaro che senza quei soldi il progetto di concordato preventivo approvato dal Tribunale di Roma non avrebbe potuto reggere. L’argomento non è bastato però a convincere il gip Forleo. L’istanza dei legali di Ricucci, aveva spiegato nel provvedimento, «muoveva da necessità di soddisfare debiti di Magiste International verso altre società, sempre riconducibili al gruppo Ricucci, le quali tuttora sfuggono a ogni forma di controllo giudiziale oltre che all’osservanza delle regole di corporate governance». Un primo provvedimento della procura di Milano, nel dicembre scorso, era invece sembrato andare a favore di Ricucci. I magistrati avevano dissequestrato 4 milioni per ammettere Magiste al concordato.
Nel giugno scorso la procura di Roma, titolare tra l’altro dell’inchiesta sul tentativo di scalata di Ricucci a Rcs, aveva già espresso parere negativo alla richiesta di ammissione al concordato preventivo.
I pubblici ministeri non avevano ritenuto congrua la proposta dei consulenti della società. Alla base del parere negativo e della richiesta di fallimento per Magiste International c’era proprio la mancanza di liquidità del gruppo che fa capo a Ricucci. Per la situazione di Magiste International, Ricucci è indagato a Roma per bancarotta fraudolenta.
I legali dell’immobiliarista, Giuseppe Alessi e Riccardo Olivo, hanno già annunciato che presenteranno opposizione contro la sentenza. «Non appena conosceremo le motivazioni - ha affermato Alessi - presenteremo appello. Il concordato doveva essere mantenuto fermo, perché non è colpa nostra se le somme necessarie sono bloccate dalla procura di Milano». Secondo alcune fonti legali l’accoglimento del ricorso appare però «difficile».