Ricucci e soci, tutti i condoni degli immobiliaristi

Rapporto del ministero dell’Economia al Parlamento. Sanatoria per sette società di Giuseppe Statuto

Felice Manti

da Milano

Il vero immobile Stefano Ricucci e i suoi colleghi l’hanno costruito sulle loro società. Una enorme pietra tombale. Il ricorso di Ricucci e co. al condono fiscale è emerso ieri, grazie al documento che il Tesoro ha consegnato al Parlamento. Il Fisco ha effettivamente effettuato controlli e verifiche sulle società «appartenenti a immobiliaristi di spicco protagonisti del mercato finanziario italiano», come ha chiesto ieri una parte del mondo politico. Ricucci, Statuto e Coppola sono dunque finiti in più circostanze nel mirino della Guardia di Finanza. Ma le Fiamme Gialle, una volta avuto in mano i relativi fascicoli si sono dovute arrendere di fronte al «condono tombale» sottoscritto dai nuovi raider. Ricucci, ad esempio, ha fatto ricorso al condono per il periodo compreso tra il 1997 e il 2002. L’unica cosa che è saltata fuori è una cartella esattoriale, già inviata alla Magiste Spa prima della richiesta del condono: si tratta di una evasione da quasi 200mila euro. Niente di rilevante negli anni 2003 e 2004. Non è stato da meno il collega Danilo Coppola: quattro delle sue società (Ipi spa, Planet srl, Silvia immobiliare srl e Copland srl) hanno fatto ricorso al condono. Coppola ha sanato con la cosiddetta «integrativa semplice», che consente di correggere le imposte anno per anno, le irregolarità della società Ipi spa (impegnata nella Valorizzazione Immobiliare). Ha quindi fatto ricorso al condono tombale 1997-2002 per la Planet (che opera nella costruzione di immobili) e per la Copland. Il condono ha coperto gli «omessi versamenti» degli anni 1997, 2000 e 2001 relativi alla società Silvia Immobiliare. Anche in questo caso sono saltate fuori due irregolarità iscritte al ruolo per la Lonida srl.
L’en plein l’ha fatto segnare Giuseppe Statuto: ben sette società in mano al costruttore romano hanno utilizzato la pietra tombale: si tratta della Michele Amari srl, della Ilfa spa (in liquidazione), della Figli di Statuto Raffaele Impresa edilizia srl, la Radogusta costruzioni spa, la Ecom srl, la Pontetetto srl e la Egis immobiliare srl. Anche a Statuto però è sfuggito qualcosa. All’immobiliarista sono state contestate sanzioni Iva per 2,3 milioni di lire (poco più di mille euro) relative alla società Camilluccia srl per l'anno 1996.
Resta il mistero sul possibile utilizzo, da parte dei tre, del cosiddetto scudo fiscale, in quanto «è precluso ogni accertamento tributario e contributivo».