Ricucci: ho 500 milioni di liquidità

da Milano

Magiste ha 500 milioni «cash»: la quota in Rcs «non è in vendita», e «non sono in corso trattative» su di essa, «né sono stati mai richiesti, né sollecitati, né accettati incontri con il Patto». La risposta di Stefano Ricucci, all'indomani dalla presa di distanze di Deutsche Bank, non si fa attendere. Con la precisazione di «non aver nessun rapporto con Deutsche Bank Italia, né di averlo mai desiderato relativamente all'operazione Rcs».
Un messaggio che arriva dopo che la banca tedesca aveva escluso qualsiasi coinvolgimento strategico di Deutsche Bank sulla partita Rcs Media Group. Ricucci chiarisce di avere «un ottimo rapporto di piena fiducia e collaborazione» con gli uffici londinesi della banca, dove ha ottenuto affidamenti per circa un miliardo. Resta il fatto che, secondo quanto filtrato da fonti londinesi, a tale affidamento non seguiranno nuovi finanziamenti a Ricucci.
E se l'immobiliarista nega qualsiasi volontà di cedere la quota della società editrice del Corriere della Sera, ufficialmente al 18,1%, o agganci di sorta al Patto, la via della mediazione continua ad apparire agli addetti ai lavori come la soluzione più probabile in questa fase, in cui sembra in fase calante l'allarme Opa.
Certo, le dichiarazioni dei quindici soci sindacati sono state all'insegna della fermezza estrema verso Ricucci. E non risulta si sia fermato il lavoro dei giuristi per studiare ulteriori sigilli all'accordo parasociale, dopo il recente «codicillo» sulle opzioni call tra soci. Ma una quadratura tra le due parti si potrebbe ipotizzare con l'intervento di alcuni investitori, forse le banche, pronti a sostenere il Patto acquistando parte delle quote dell'immobiliarista. Ricucci ha già fatto un prezzo ricordando in un'intervista proprio quei 4,4 euro per azione pagati dal Patto alla Gemina dei Romiti. Potrebbe essere la base per una trattativa sulla sua quota.
Si tratta comunque di sole ipotesi, a cui si aggiunge anche quella suggerita da Romain Zaleski in un’intervista all'Espresso, cioè l'idea di utilizzare in Rcs o Mediobanca l'incasso per 2,4 miliardi atteso dall'uscita da Edison. Intanto un altro immobiliarista, Danilo Coppola, ha negato di avere in mano azioni di Piazzetta Cuccia. «No, non ho azioni», ha affermato a margine del cda di Bnl.