Ricucci interrogato dai Pm per più di sette ore

da Milano

Niente arresti domiciliari per Stefano Ricucci. Il gip di Roma Villoni ha respinto la richiesta presentata venerdì scorso dai legali dell'indagato. Parere negativo era stato espresso dai pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, titolari delle inchieste sulla scalata ad Rcs e sulle presunte irregolarità di gestione della Magiste. Proprio ieri nel carcere di Ragina Coeli a Roma i due pm hanno interrogato per oltre sette ore l’immobiliarista, detenuto dal 18 aprile scorso con l'accusa di aggiotaggio. Uno degli argomenti trattati è stata la ricerca dei presunti soci occulti di Ricucci nel tentativo di scalata a Rcs. I magistrati avrebbero nuovamente chiesto chiarimenti sul bigliettino trovato durante la perquisizione di un magazzino a Zagarolo in cui si ipotizzava una ripartizione di azioni Rcs tra tre diversi soci. Ricucci non avrebbe modificato la sua versione sui fatti contestati e avrebbe respinto nuovamente le accuse formulate dai magistrati. Il colloquio con Ricucci sarebbe servito ai magistrati per avere riscontri su quanto dichiarato dalle persone sentite come testimoni nei giorni scorsi. Per la fine della settimana, infine, è prevista nuova attività istruttoria. Sono in calendario ulteriori audizioni di altre persone informate sui fatti. Per oggi intanto è previsto alla procura di Roma un nuovo incontro tra i legali della Magiste e i magistrati titolari dell'inchiesta sui conti del gruppo. Dopo le riunioni della settimana scorsa è stata presentato un progetto di ristrutturazione delle società immobiliari facenti capo a Ricucci che non avrebbero soddisfatto i due pm che indagano. Gli avvocati dovrebbero presentare ora una nuova bozza per evitare il fallimento. Nei giorni scorsi, la procura era sembrata pronta a presentare istanza di fallimento qualora le proposte degli advisor di Magiste non fossero risultate soddisfacenti.