Ricucci: «Mai parlato con Berlusconi»

L’immobiliarista smentisce la versione fornita dall’ex manager Bpi Fiorani

Enrico Lagattolla

da Milano

Il giorno dopo, la smentita. «Non ho mai avuto un colloquio con Silvio Berlusconi». Stefano Ricucci da Zagarolo, l’immobiliarista indagato dalla Procura di Milano per aggiotaggio in relazione alla scalata ad Antonveneta, e da quella di Roma per l’«assalto» a Rcs-Corriere della Sera, nega qualunque rapporto privilegiato con il presidente del Consiglio.
Un secco comunicato, poche righe per rispondere alle ammissioni dell’ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana Gianpiero Fiorani. Durante uno degli ultimi interrogatori nel carcere milanese di San Vittore, Fiorani avrebbe infatti raccontato ai pubblici ministeri impegnati nelle indagini di aver incontrato il presidente Berlusconi in un paio di occasioni. E in una di queste, secondo l’ex numero uno di Lodi, sarebbe stato presente anche l’imprenditore romano.
Forse, il 2 luglio. Al giorno prima, infatti, risale una telefonata che ha destato l’interesse degli inquirenti. Un colloquio tra Ricucci e l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. «Il grande presidente mi sembra che t’ha fatto un assist mica da poco», dice Galliani. «Eh sì, domani lo vedo», è la risposta dell’immobiliarista. E per gli investigatori, il «gran presidente» sarebbe proprio Silvio Berlusconi. Ma la replica non si fa attendere. «L’unica volta che ho incontrato il presidente del Consiglio - dichiara Ricucci - è stato nel corso di un’occasione pubblica, il 22 giugno 2005, durante l’inaugurazione del centro congressi della Confcommercio». Punto, nient’altro da aggiungere.
Altro, invece, ha da dire a proposito del rapporto che lo lega a Danilo Coppola, anch’egli romano, e come Ricucci protagonista di una vertiginosa ascesa nel mondo del mattone e della finanza. Coppola, che dalla borgata di Finocchio, periferia sud-orientale della capitale, arriva a soli 38 anni a gestire una società con capitale a nove zeri, e ora viene accusato assieme al raider bresciano Emilio Gnutti, a Giorgio Lonati e allo stesso Ricucci, di un «patto occulto» per la scalata all’istituto padovano.
«Smentisco categoricamente - fa invece sapere l’immobiliarista di Zagarolo in una nota diffusa ieri pomeriggio - di aver mai intrattenuto personalmente o attraverso le aziende del gruppo Magiste (Magiste international, società con sede in Lussemburgo, ndr), rapporti di lavoro con il gruppo Coppola».