Ricucci in pressing sale ancora in Rcs. Nasce Magiste «Italy»

da Milano

Stefano Ricucci potrebbe oggi annunciare di essere salito sopra al 18% nel capitale di Rcs, probabilmente a ridosso del 20%. Fonti finanziarie per tutta la giornata di ieri hanno insistito sulla possibilità che l’immobiliarista stia accelerando la sua scalata alla società editoriale del Corriere della Sera, soffiando sul fuoco del lancio dell’Opa. Mentre Ricucci si preparerebbe a depositare oggi in Consob un secondo esposto contro l’accordo con il quale i membri del patto di sindacato di Rcs hanno «blindato» il gruppo. L’esposto potrebbe precludere anche a un ricorso al Tribunale. In realtà, almeno per ora, non esiste alcuna evidenza di un propsetto di Opa. Mentre è vero che la Consob sta vigilando con particolare attenzione su una situazione a rischio. Le indiscrezioni su una presunta accelerazione nella conflittualità tra Ricucci e il patto di Rcs sembrano alimentate più dal desiderio del primo di muovere le acque che non dalle tensioni tra i grandi soci. I quali, proprio con il «codicillo» della blindatura avrebbero puntato a far uscire l’immobiliarista allo scoperto. «Se c’è un’Opa - commentava ieri una fonte vicina al patto - che si lanci. Così si vedrà». Ieri il titolo Rcs è ieri rimasto poco mosso per il secondo giorno consecutivo, a quota 5,8 euro, con scambi nella normalità, lontano dai 6,36 euro del record di qualche setimana fa. E bisognerà vedere che tipo di reazioni avranno oggi le quotazioni. In caso di andamenti anomali, la Consob è pronta a intervenire per chiedere ulteriori chiarimenti a Ricucci. Intanto spunta una nuova società di diritto italiano nella galassia di Stefano Ricucci, la Magiste Holding srl, costituita il 24 maggio. Si tratta della nuova holding - l’azienda è destinata a diventare Spa - chiamata a raccogliere le partecipazioni del gruppo riportando anche in Italia il controllo delle principali società.