«Ricucci sfrontato su Rcs»

Le motivazioni della proroga di sospensione. Voci sulla cessione a Zaleski della quota del finanziere

da Milano

Stefano Ricucci, con una serie di dichiarazioni e interviste ai giornali, avrebbe violato l'interdizione con sospensione dagli incarichi societari per 2 mesi disposta il 2 agosto scorso. Lo scrive il gip Clementina Forleo nel provvedimento con cui ha deciso di prorogare di altri 2 mesi la misura. Una decisione che, secondo alcuni analisti, avrebbe influito sulla crescita di ieri del titolo Rcs (più 1,25% a 5,03 euro), rinfocolando le aspettative sulla possibile cessione della quota, già accese da un articolo pubblicato sull’Unità secondo cui Stefano Ricucci potrebbe ufficializzare domani la vendita della sua quota del 20,9% nel gruppo editoriale a 7,7 euro per azione e il nome più accreditato come compratore sarebbe quello di Romain Zaleski. In gioco potrebbero esserci comunque anche altri acquirenti minori, già soci del patto di Rcs, tra cui Salvatore Ligresti.
Nell’ordinanza, comunque, il giudice sottolinea che l’immobiliarista romano «è intervenuto, anche e soprattutto dopo l'applicazione della misura, con dichiarazioni agli organi di stampa evidenziando con una certa sicurezza ed anzi con larga dose di ostentazione e sfrontatezza strategie anche attuali del suo gruppo in ordine alla scalata Rcs su cui sono in corso delicati accertamenti volti a verificare tra l’altro la violazione della misura di interdizione in atto». Ma il legale di Ricucci, Corso Bovio, promette battaglia: «Impugneremo al più presto il provvedimento del gip Forleo per dimostrarne l’infondatezza in diritto e per dimostrare come Ricucci non abbia violato l'interdizione».
Nelle dodici pagine del provvedimento, il giudice, che ha convocato Ricucci per il prossimo 12 ottobre per l'interrogatorio di garanzia, sottolinea anche quelle che a suo parere sono le contraddizioni tra quanto affermato dall’immobiliarista nell'interrogatorio del 19 settembre e quanto emerge dalle dichiarazioni di altre persone, sia coindagati come Giampiero Fiorani, sia testimoni. Il provvedimento si dilunga inoltre sul ruolo di Garlsson Real Estate, società off-shore di Ricucci che ha ottenuto finanziamenti dalla Bpl di Fiorani per 100 milioni di euro nonostante la vaghezza dell'operazione immobiliare e dei suoi reali destinatari. Ricucci avrebbe voluto entrare nel patto di sindacato Bpl per la scalata Antonveneta ma Fiorani e il finanziere Emilio Gnutti si sono opposti.