«Ridare dignità alla professione, spazio al merito»

Il 10 e il 12 ottobre si vota per l’ordine dei medici Falconi: «C’è da sciogliere il nodo dei precari»

Mettere al centro il merito e ridare dignità alla professione. È solo una delle tante missioni che si prefigge la lista «Professionalità e lavoro medico», in corsa per il rinnovo dei vertici dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri di Roma per il triennio 2009-2011. Le elezioni sono alle porte, si voterà dal 10 al 12 ottobre, e gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno rappresentato l’occasione per una tiratina d’orecchie all’amministrazione regionale. «Nel Lazio sull’onda dell’emergenza si sta procedendo a tagliare di qua e di là, ma a mancare sono stati la programmazione e il coinvolgimento dei medici - spiega Mario Falconi, presidente uscente dell’Ordine nonché capolista di “Professionalità e lavoro medico” -. Se anni fa la Regione avesse riconvertito un po’ di ospedali periferici, probabilmente non staremmo a questo punto». «Altrettanto si può dire della diagnostica: se fossero state stabilite delle linee guida, il sistema ne avrebbe tratto giovamento», incalza Falconi. L’Ordine, comunque, nonostante le inefficienze, è disponibile ad aprire un tavolo permanente con la Regione e le altre istituzioni dove ciascuno possa mettere in campo la propria ricetta per guarire quel malato cronico che si chiama sanità. Un altro importante nodo da sciogliere è quello della sempre più diffusa precarizzazione del lavoro medico che nei policlinici universitari e negli istituti di ricovero e cura tocca punte del 70 per cento. Sui 400mila iscritti totali all’Ordine di Roma, 15mila hanno la tessera da meno di 5 anni e l’85 per cento di questi vive con una paga che non supera i mille euro lordi al mese. Eppure buona parte dei precari ricopre ruoli dirigenziali e di responsabilità. L’Ordine da parte sua ha già tagliato la quota di iscrizione del 50 per cento per i primi 3 anni per chi ha a che fare con difficoltà economiche ed è pronto ad un tavolo di concertazione con gli enti locali. Altri punti qualificanti del programma elettorale sono: una maggiore attenzione al rapporto umano medico-paziente; la creazione di un’Autorità per la tutela della salute contro gli indici di ascolto a tutti i costi; l’arretramento della politica dalla gestione del sistema sanitario; una drastica riduzione della spesa per la medicina difensiva che nel Lazio ha superato 1,5 miliardi di euro l’anno.