«Ridateci il banco di Chiavari»

Roberto Corsi

Avrà certo altro cui pensare in questi giorni Divo Gronchi il presidente della Banca popolare italiana (Bpi). Eppure lui ha deciso di provarci lo stesso. Il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto ha colto al balzo l’occasione dell’invio delle congratulazioni per la nomina di Gronchi per domandargli ciò che a tutti, l’ex ad Gianpiero Fiorani compreso, domanda da mesi: il recupero dell’autonomia e dell’operatività del Banco di Chiavari sul territorio genovese, con il ripristino della Direzione in provincia di Genova e il ritorno sul territorio dei dipendenti trasferiti. Repetto era intervenuto già in passato sull’argomento, sia con Fiorani, sia con il presidente di Abi, il cavaliere del lavoro Maurizio Sella. In quell’occasione Repetto aveva espresso le forti preoccupazioni della Provincia e dei Comuni per il progetto della capogruppo Bipielle di incorporazione e ristrutturazione dell’istituto di credito.
Repetto ieri non ha perso tempo ed è tornato sull’argomento: a Gronchi, con i complimenti per il nuovo incarico ha inviato la richiesta «di una nuova e urgente politica nei confronti della prestigiosa banca del levante ligure». Scrive il presidente della Provincia: «Auspico che la nuova dirigenza della Banca Popolare Italiana avverta la necessità, anche nel proprio interesse e al fine di evitare la completa disaffezione dei dipendenti e dei clienti rimasti, di avviare un pieno e sostanziale recupero dell’autonomia e dell’operatività del Banco di Chiavari sul territorio di competenza con il ripristino della direzione in provincia di Genova e il ritorno in loco dei dipendenti trasferiti». Repetto stigmatizza dunque fortemente che l’istituto di credito della città levantina sia in questa situazione, ancora di più in quanto punti di riferimento non solo per Genova e Chiavari ma anche per le vallate, dove il Banco era il solo sinonimo di banca.
Nel tempo questo prestigio si è perso e occorre rifondare la banca, secondo Repetto, ritornando alle sue origini, alla sua indipendenza e alla sua territorialità ligure. Di qui l’invito a Gronchi a esaminare la sorte dell’istituto. Il numero uno di palazzo Spinola ha inviato al nuovo direttore della Bpi tutta la passata corrispondenza tra la Provincia di Genova, Sella e Fiorani sull’argomento, e ha chiesto a Gronchi un incontro per esaminare la questione.