«Ridateci i reperti Sono i nostri avi»

«Per noi i resti sono come persone vive». I credenti della religione pagana se la prendono con i musei britannici: e dicono che i reperti ossei sono equiparabili a persone viventi, oltre che legati ai loro antenati. Vederli esposti in teche di vetro, quindi, per loro è un insulto e un sacrilegio. È stato il quotidiano The Guardian a dare la notizia, che ha lasciato molto perplessi (e in alcuni casi inferociti) gli scienziati. «Vorremmo che la gente riconsiderasse il rapporto con i reperti - ha detto Paul Davies, membro del Consiglio dell’Ordine britannico dei druidi - perché noi li consideriamo come persone viventi e come tali hanno gli stessi diritti. Poiché gli antenati non possono parlare, il consiglio parla in loro vece». Il Museo di storia naturale di Londra e il British Museum sono già in contatto con i gruppi pagani per «ascoltare» le loro richieste.