«Ridateci l’afghano convertito o uccideremo Torsello»

Non è una «questione di soldi»: i rapitori di Gabriele Torsello sono disposti a liberare il free-lance italiano caduto nelle loro mani giovedì scorso solo in cambio del «rimpatrio» di Abdul Rahman, l'afghano «apostata» convertito al cristianesimo e accolto in Italia alla fine di marzo per farlo sfuggire al patibolo cui la Sharia in vigore nel suo Paese lo aveva condannato. L'ultimatum dei sequestratori è arrivato ieri pomeriggio con una telefonata all'ospedale di Emergency a Laskargah: «Non vogliamo sentir parlare di soldi - hanno detto al responsabile della sicurezza della struttura ospedaliera -. A noi interessa solo che Abdul Rahman venga riportato qui». Richiesta, hanno aggiunto, «non negoziabile» e che deve essere soddisfatta «prima della fine del Ramadan», cioè domenica notte. Torsello ha parlato personalmente al telefono con il responsabile di Emergency confermando di essere in buono stato di salute. Anche se - ha detto - «oggi sto così così».